In Italia la più grande gigafactory d’Europa: da Italvolt 4mila posti di lavoro e un indotto di 15mila

La più grande fabbrica di batterie green d'Europa, la 12esima nel mondo, sorgerà in Piemonte nell'ex area Olivetti di Scarmagno

L’Italia avrà presto la sua fabbrica di batterie green. Anzi, sarà persino la più grande d’Europa. Ormai è ufficiale: Italvolt ha scelto l’ex area Olivetti di Scarmagno, nel Canavese, a due passi da Ivrea in provincia di Torino, per costruire la sua gigafactory di batterie, la più grande d’Europa e la 12esima al mondo.

Italvolt è la newco con base a Milano fondata da Lars Carlstrom, che ha da sempre obiettivi piuttosto ambiziosi. Carlstrom, ex ceo di Aerocars, Thrupp&Mabelry, Amplion, dg di Kai Partners ed Evox Real Estate, è oggi azionista di maggioranza di Britishvolt, che nel Northumberland, contea del nord-est dell’Inghilterra, sta già lavorando a un’altra gigafactory da 2,6 miliardi di sterline (circa 3 miliardi di euro).

La gigafactory italiana sarà dedicata alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici e sarà in grado di contribuire con la propria produzione alla crescente domanda di batterie in Europa, in gran parte proveniente dall’industria automotive, che entro il 2030 aumenterà a livello globale di 17 volte fino a circa 3.600 gigawatt, con una previsione di richiesta da parte dell’Ue di 565 GWh, dietro solo alla Cina, con un fabbisogno previsto di 1.548 GWh.

Perché Italvolt ha scelto Scarmagno, in Piemonte

L’area ex Olivetti di Scarmagno, in disuso da 20 anni e oggi di proprietà del Fondo Monteverdi gestito dalla società di intermediazione immobiliare Prelios SGR, è stata selezionata da Italvolt per le sue caratteristiche tecniche e per la sua posizione geografica, in un punto davvero strategico per il nord Italia e l’Europa.

A due passi dal casello dell’autostrada A5 che porta in Val d’Aosta, facilmente raggiungibile dai due principali aeroporti di Milano e Torino e dai poli logistici di Orbassano, Novara, Rivalta Scrivia e Piacenza. Decisamente più favorevole rispetto a Campania o Calabria, che erano in lizza per accaparrarsi lo stabilimento di Italvolt.

Ma c’è qualcosa di più che ha convinto Carlstrom per Scarmagno: anche la storia che l’ex Olivetti si porta cucita addosso e il tessuto produttivo che offre il Piemonte, prima regione in Italia per quanto riguarda la produzione industriale automotive. Il sito si estende su una vasta area industriale dismessa di circa 1 milione di metri quadri, di cui 143mila con edifici. La fabbrica è quella dove sono nati capolavori di piccola ingegneria come le macchine da scrivere di ultima generazione e la componentistica a marchio Olivetti dei primi computer. Veri e propri miti, industriali e sociali.

In campo anche Pininfarina e Comau

Uno degli aspetti più interessanti di questo grande progetto di riqualificazione è che si tratta di uno stabilimento green, ad alta sostenibilità e a basso impatto ambientale, firmato da Pininfarina e Comau.

Il gigaplant di Italvolt sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina, che ha da poco celebrato i sui 90 anni di attività e che sta vivendo un momento molto delicato della sua storia, con 135 persone che rischiano di perdere il posto. Già operativa su progetti di simile portata, come con la costruzione della sua “Battista”, intende progettare un impianto industriale di nuova generazione, aprendo l’edificio al suo contesto per integrarlo alle dinamiche economiche e sociali del territorio.

Comau, leader mondiale nel campo dell’automazione industriale, con oltre 45 anni di esperienza e una forte specializzazione nei processi di elettrificazione, sarà il fornitore di soluzioni innovative, impianti e tecnologie per il gigaplant. Inoltre Comau si occuperà della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo che accoglierà accademici e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie più all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica.

Quando sarà pronta la gigafactory e quanti posti di lavoro creerà

La prima fase del progetto prevede un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro e, se tutto andrà bene, sarà completata entro la primavera 2024. La fabbrica avrà bisogno di 300mila metri quadri e una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere i 70 Gwh. Lì sorgerà anche un centro ricerche di 20mila metri quadri.

Ma soprattutto, la nuova Italvolt di Scarmagno darà lavoro diretto a ben 4mila persone, ma si calcola che l’indotto produrrà una ricaduta occupazionale davvero notevole, con oltre 15mila nuovi posti.

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