L’Italia che lavora paralizzata dalla quarantena: i settori dove il Covid corre di più

L'Italia rischia di bloccarsi, di nuovo, questa volta non per un lockdown imposto dal Governo, ma per il numero sempre più alto di lavoratori contagiati (costretti all'isolamento e alla quarantena)

Un numero sempre più alto di lavoratori è risultato positivo alla variante Omicron in queste settimane. Il virus corre e, anche nei casi asintomatici, impone un periodo di isolamento. Per evitare una paralisi delle imprese e delle aziende, che rischiano di sospendere l’attività per mancanza di lavoratori, il governo ha deciso così di rivedere le regole relative alla quarantena (qui l’ultimo decreto Draghi).

Nonostante alcuni studi confermino la minore contagiosità in caso di soggetti asintomatici e/o vaccinati a seguito di contatto con positivo (qui il nuovo report CDC sulla durata di incubazione del virus) è un dato di fatto che – in alcuni settori – il Covid corre di più rispetto ad altri.

Contagi a lavoro: il settore più colpito

Come hanno confermato anche i dati Inail relativi ai contagi a lavoro durante gli ultimi due anni di pandemia, i professionisti operanti nel settore sanitario rimangono quelli più esposti al virus. Per loro, infatti, non solo aumentano le probabilità di contrarre il Covid, ma crescono esponenzialmente anche quelle di possibile contatto con un positivo.

Secondo i dati forniti da Fnopi – Federazione nazionale infermieri – ad oggi 25 mila sanitari, tra medici e infermieri, risultano essere in isolamento. Per questo motivo, onde evitare la paralisi dell’intero servizio sanitario nazionale, si è valutata l’idea di ridurre o eliminare del tutto la quarantena per medici, infermieri e operatori assistenziali in generale che sono entrati in contatto con un positivo al di fuori del contesto lavorativo. Qualora non dovessero emergere sintomi.

L’Italia che lavora paralizzata dalla quarantena: anche i trasporti soffrono

Non solo medici e infermieri, anche il settore trasporti ha dovuto fare i conti con un numero sempre maggiore di lavoratori in isolamento. A quelli risultati positivi al Covid, con o senza sintomi, si sono aggiunti anche i professionisti costretti alla quarantena fiduciaria per contatto con soggetto positivo.

Numeri che, di fatto, hanno costretto molte compagnie aeree a sospendere voli (per mancanza di personale). Lo stesso è avvenuto per le corse in treno, rinviate o saltate perché l’azienda è rimasta sprovvista di macchinisti, capotreni, autisti etc.

In Piemonte la Regione ha dovuto addirittura sostituire con bus i treni rimasti privi di personale.

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