Anche in Italia finalmente il congedo di paternità obbligatorio: come funziona

Ancora in pochissimi sanno che dal 13 agosto 2022 anche in Italia è stato introdotto il congedo di paternità obbligatorio: ecco come funziona e a chi spetta

Ancora in pochissimi sanno che con il decreto del 30 giugno 2022 il governo Draghi ha messo mano, tra le altre cose, alla normativa che regola il congedo parentale. Tra le novità in assoluto più importanti c’è quella dell’introduzione del congedo di paternità obbligatorio, a partire dal 13 agosto 2022 (vi avevamo anticipato tutto qui).

Il nuovo congedo di paternità sostituisce il congedo obbligatorio del padre e il congedo facoltativo del padre ed è riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti, compresi quelli domestici e i lavoratori agricoli a tempo determinato.

Congedo di paternità obbligatorio: a chi spetta

Iniziamo col dire che il congedo di paternità obbligatorio è riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti, compresi:

  • i lavoratori domestici, per i quali non è prevista la sussistenza del requisito contributivo necessario per fruire del congedo di maternità o del congedo di paternità alternativo di cui all’articolo 28 del T.U.;
  • i lavoratori agricoli a tempo determinato, per i quali non deve sussistere il requisito contributivo.

Per entrambe le categorie è, tuttavia, necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro in essere al momento della fruizione del congedo. Per gli altri lavoratori dipendenti, invece, il diritto al congedo di paternità obbligatorio può essere riconosciuto anche in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro, purché sussistano le condizioni di cui all’articolo 24 del T.U.

Il congedo spetta anche ai lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche, alle quali compete il riconoscimento del diritto e la relativa erogazione del trattamento economico.

Il congedo di paternità obbligatorio non spetta invece ai padri lavoratori iscritti alla Gestione separata né ai padri lavoratori autonomi, compresi quelli che abbiano un rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo.

Qui le novità per il congedo parentale ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS.

Congedo di paternità: come funziona e cosa cambia

Il padre lavoratore, dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i 5 mesi successivi, si astiene dal lavoro per un periodo di 10 giorni lavorativi.

Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio, cioè in caso di morte del feto o del neonato dalle 28 settimane di gravidanza fino alla prima settimana di vita (7 giorni). In caso di parto plurimo, la durata del congedo è aumentata a 20 giorni lavorativi.

Il congedo è fruibile dal padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice e si applica anche al padre adottivo o affidatario. Il congedo è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità ai sensi dell’articolo 28.

La fruizione del congedo può essere frazionata a giorni ma non può essere frazionata a ore.

Il congedo è fruibile anche in caso di morte perinatale del figlio, ossia nel caso di figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione (il periodo di 5 mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre dalla nascita del figlio che in queste situazioni coincide anche con la data di decesso) o nel caso di decesso del figlio nei primi 28 giorni di vita dello stesso, compreso il giorno della nascita. In quest’ultimo caso il periodo di 5 mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre comunque dalla nascita del figlio e non dalla data di decesso.

Nel caso di parto plurimo al padre lavoratore dipendente spettano 20 giorni di congedo di paternità obbligatorio, a prescindere dal numero di figli nati.

I periodi di fruizione del congedo di paternità obbligatorio sono coperti da contribuzione figurativa. Il congedo di paternità obbligatorio è fruibile nelle sole giornate lavorative. In caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, l’INPS paga le giornate di calendario richieste dal lavoratore padre.

Come richiedere il congedo di paternità

Come si fa a richiederlo? Per poter beneficiare del congedo, il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni in cui intende fruire del congedo, con un anticipo di non meno di 5 giorni sulla base della data presunta del parto, a meno di condizioni più favorevoli previste dalla contrattazione collettiva.

La forma scritta della comunicazione può essere sostituita dall’utilizzo, se presente, del sistema informativo aziendale per la richiesta e la gestione delle assenze.

Per garantire il reale godimento del diritto al congedo di paternità obbligatorio, è stato disposto che il rifiuto, l’opposizione o l’ostacolo all’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro in questo caso sono puniti con una sanzione amministrativa, che può andare da 516 euro a 2.582 euro e, nei casi in cui siano rilevati nei 2 anni antecedenti alla richiesta della certificazione della parità di genere o di analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei rispettivi ordinamenti, impediscono al datore di lavoro il conseguimento delle stesse certificazioni.

Compatibilità con il congedo di maternità e con il congedo di paternità alternativo

Come anticipato prima, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito negli stessi giorni in cui la madre sta fruendo del congedo di maternità.

Il congedo di paternità obbligatorio è anche compatibile con la fruizione da parte del padre del congedo di paternità alternativo di cui all’articolo 28 del T.U., in caso di morte o grave infermità della madre o di abbandono del minore da parte della madre oppure in caso di affidamento esclusivo del minore al padre, ma non nelle stesse giornate.

In caso di sovrapposizione dei periodi, prevale la fruizione del congedo di paternità alternativo. In tali casi, infatti, il congedo di paternità obbligatorio deve essere fruito dopo il congedo di paternità alternativo e, nel solo caso in cui la fruizione di quest’ultimo si protragga fino o oltre i 5 mesi dalla nascita, il congedo di paternità obbligatorio deve essere fruito, senza soluzione di continuità con quello alternativo, per un numero di giorni lavorativi pari al numero di giornate non ancora fruite.