Istat, l’andamento dell’industria a luglio: in arrivo nuove assunzioni?

L'indice destagionalizzato della produzione industriale è cresciuto dello 0,8% rispetto a giugno

L’indice destagionalizzato della produzione industriale è cresciuto dello 0,8% rispetto a giugno. Lo ha comunicato l’Istat oggi venerdì 10 settembre. Per istituto di statistica italiano, il livello della produzione è cresciuto dello 0,6%, in media, nel periodo maggio-luglio. Per quanto riguarda invece l’indice complessivo, è aumentato in termini tendenziali del 7,0% – nel computo sono stati esclusi gli effetti del calendario, siccome i giorni di lavoro sono stati uno in meno rispetto al termine di paragone del 23 luglio 2020.

Si tratta di segnali indubbiamente positivi, che lasciano sperare in una imminente ripresa dopo la crisi economica innescata dalle misure di contenimento contro la diffusione del Covid.

Cosa dice l’analisi dell’Istat dei dati sull’industria di luglio 2021

“A luglio si osserva un incremento congiunturale della produzione industriale che consolida la crescita del mese precedente”, si legge nel comunicato dell’Istat, “Anche nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale risulta favorevole. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è in crescita, con aumenti diffusi a tutti i raggruppamenti di industria, ad esclusione dell’energia”. L’analisi prosegue quindi con una notazione significativa: rispetto a febbraio 2020, rispetto, cioè, al mese antecedente l’inizio della pandemia, a luglio il livello dell’indice è superiore dell’1,5%. Insomma si sono superati i livelli di crescita prima della lunga battuta d’arresto dei lockdown.

I numeri dei comparti industriali, a partire quello che cresce di più

Nel dettaglio, l’indice destagionalizzato mette in luce un aumento congiunturale innanzitutto per i beni strumentali (crescono dell’1,9%), quindi, in ordine, per i beni intermedi (+1,4%) e per i beni di consumo (+0,9%). Unica nota negativa la si registra nel nel comparto dell’energia (-1,5%). In termini tendenziali la crescita più marcata la si vede nel segmento dei beni intermedi (+11,9%). Seguono i beni strumentali, che crescono del 7%, e quelli di consumo, che invece crescono del 5,1%. In lieve flessione l’energia (dello 0,6%).

Quello dell’industria non è l’unico segnale di ripresa intercettato dall’istituto di statistica. In particolare, l’Istat vede un balzo del Pil pari al 17,3% in termini tendenziali sul 2020. Si tratterebbe del dato più alto mai registrato dall’inizio delle attuali serie storiche, ovvero dal 1995. Qui tutti i dettagli. Qui invece alcuni dati sul mondo del lavoro.

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