Inflazione – In Italia mai così alta dal 1995

Tra dicembre 2020 e dicembre 2021 la variazione è stata del 3,9%. Dal gas alla pasta: gli italiani fanno i conti con gli aumenti dei prezzi.

Il caffè schizzato a 1,50€, le bollette dell’elettricità aumentate di oltre il 55%, il gas che viaggia a un rialzo del 41,8%. Sono solo alcuni degli effetti attraverso cui gli italiani stanno vivendo sulle proprie tasche il peso di un’inflazione che nel secondo trimestre del 2021 ha raggiunto livelli che non si registravano da tempo. Dobbiamo infatti tornare indietro di 10 anni, al 2011, per ritrovare un’inflazione superiore al 3% e addirittura andare a metà degli anni Novanta per vedere superata la soglia del +3,90% registrata nel 2021: allora, nel 1995, si era toccato il +5,57%. Ma andiamo con ordine.

Inflazione record in Europa: cresce del +5%

In tutta l’Unione Europea è allarme inflazione. I dati pubblicati da Eurostat (stime flash del 7 gennaio) dicono che nel 2021 l’inflazione ha segnato un picco mai raggiunto da quando, 25 anni anni fa, Eurostat ha iniziato a monitorare questo parametro economico.

Lo scorso anno la crescita dell’inflazione nell’Unione Europea è stata del 5,3% e di 5 punti se si considera solo l’area Euro (formata da 19 nazioni). A dicembre del 2021, il Paese che faceva registrare l’inflazione più alta era l’Estonia con una variazione di 12 punti percentuali. A seguire si trovavano la Lituania con 10,7, la Polonia con 8 punti e la Lettonia con 7.9 punti. I principali Paesi dell’Unione Europa segnavano variazioni diverse: dal 5,7% della Germania ai 3,4 punti della Francia.

Inflazione in Italia: mai così alta dal 1995

Come mai il prezzo del caffè al bar si è alzato? Come mai paghiamo di più la spesa al mercato e le bollette dell’elettricità e del gas? In Italia nel 2021 si è raggiunta una crescita dell’inflazione – da dicembre a dicembre – che mai si era toccata dal 1995: +3,9% su base annua.
Se l’inflazione media in Italia nel 2021 è stata di +1,88, con una crescita costante – tranne da agosto a settembre quando ha registrato un calo dello 0,19% – mettendo a confronto l’ultimo mese dello scorso anno e dicembre del 2020 la variazione è stata ben più consistente, pari appunto a quasi quattro punti percentuali. Una crescita costante che appare evidente se ne guardiamo l’evoluzione durante i mesi rispetto all’anno precedente. A giugno l’inflazione su base annua era pari a 1,26%. A novembre era salita al 3,71% per arrivare, come detto, alla soglia record di +3,90% a dicembre.

Per trovare un dato simile bisogna fare un salto nel tempo al 2011 quando, in piena crisi del debito sovrano, l’inflazione era stata del +3,29%. Se si vuole trovare invece un dato ancora più alto bisogna andare al 1995: l’inflazione annua, da dicembre a dicembre, era stata allora del +5,57%. Quasi trent’anni fa, quando al Governo del nostro Paese c’era Lamberto Dini e la moneta principale era ancora la lira.

Inflazione, quanto ci costi!

Gli effetti dell’inflazione sono tanti e si sentono. Gli aumenti si vedono, ad esempio, nei prezzi dell’energia e del gas: se ne stanno accorgendo le famiglie e anche le imprese. Confindustria ha stimato che nel 2022 il costo dell’energia per le aziende raggiungerà i 37 miliardi di euro: un dato quasi cinque volte superiore a quello del 2018. Ma gli aumenti si vedono anche nei prodotti primari. Coldiretti stima che il prezzo delle pere sia aumentato del 30% in un solo anno, quello della pasta del 10,8% e quello del pesce del 9,8%. E non è finita qui: l’aumento dei prezzi dell’energia e del gas potrebbe infatti portare il costo della pasta a un rialzo di quasi il 40% nei prossimi mesi.