Green pass, quando il lavoratore non va controllato

Il ddl Green pass dovrebbe essere convertito in legge entro la fine di novembre: quali sono le novità che interessano i lavoratori

Il ministro per i Rapporti col Parlamento, Federico D’Incà, ha posto (a nome del governo) la fiducia in Senato su un maxi emendamento interamente sostitutivo dell’articolo 1 del ddl di conversione del decreto Green pass (il numero 127 del 2021), che riguarda lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato attraverso l’estensione della certificazione verde e il rafforzamento dello screening. Cosa prevede e quali novità interessano i lavoratori, sia nel settore pubblico sia nel settore privato.

Dl Green pass, quali sono le tempistiche: quando diventerà legge

Dal 15 ottobre 2021 i lavoratori pubblici e privati devono essere in possesso del Green pass. Il decreto 127/2021, noto proprio come ‘decreto Green pass’, ha in sé diverse semplificazioni che riguardano l’obbligo della certificazione verde nei luoghi di lavoro. Per quel che riguarda le tempistiche dovrebbe essere convertito in legge entro la fine di novembre. Ma quali sono le novità che porta con sé e che interessano i dipendenti, ma anche i datori di lavoro?

Green pass, quando il lavoratore non va controllato

  • se il Green pass scade durante l’orario di lavoro, il lavoratore può continuare la sua attività fino al termine del turno, sfuggendo alla sanzione amministrativa (da un minimo di 600 euro fino a un massimo di 1.500 euro) se, in caso di controllo, risultasse col Green pass scaduto dopo l’ora di inizio turno (Green pass, e se il lavoratore sospeso presenta il certificato medico?);
  • ai lavoratori in somministrazione, il controllo del Green pass deve essere effettuato non più dall’agenzia di somministrazione e dall’utilizzatore, ma solo dall’azienda utilizzatrice. Nei fatti, il somministratore si limita a informare i lavoratori dell’obbligo della certificazione verde;
  • si prolunga il periodo in cui i datori di lavoro del settore privato, con meno di 15 dipendenti, possono sospendere (Green pass, cos’è la sospensione “con riserva”: cosa rischia il lavoratore senza vaccino) e sostituire un addetto senza Green pass (10 giorni lavorativi e mantenimento del posto durante la sospensione, senza conseguenze disciplinari);
  • nel settore privato i dipendenti possono consegnare al datore il Green pass per evitare controlli fino al termine di validità della certificazione stessa (Il green pass è obbligatorio per chi lavora nei negozi? Tutte le nuove regole)

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Green pass, quando il lavoratore non va controllato