Green pass al lavoro, alta tensione nel governo: maggioranza in bilico?

I giorni dopo l'approvazione del decreto sul green pass sono di fuoco: non si placano le polemiche sul lavoro

I giorni dopo l’approvazione del decreto sul green pass sono di fuoco. Non si placano le polemiche sul lavoro, e prosegue lo scontro tra chi vorrebbe almeno i tamponi gratis e chi dice che il governo non arretra di un millimetro.

Green pass obbligatorio sul lavoro, cosa ha detto Giorgetti

“Le decisioni difficili assunte dal Governo”, come il green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, “sono volte non a limitare la libertà, ma ad aumentare la libertà e l’incontro. Abbiamo fatto queste misure per riaprire”. Le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, durante una conferenza stampa al Micam a Rho Fiera Milano, sono perentorie.

La strategia del governo Draghi è sempre stata chiara: visto che ancora una fetta di popolazione non si è vaccinata, bisogna fare in modo di portarla a farlo. Perché solo così si esce dalla pandemia e si scongiurano nuove chiusure. “L’alternativa era quella di rischiare di tornare indietro a situazioni che non vorremmo più rivedere”, spiega.

Il Covid come una guerra, di cui finalmente – come ha detto anche l’immunologa Viola – stiamo iniziando vedere la fine. Ma per dirci completamente fuori serve appunto un fronte compatto di vaccinati, che faccia da scudo al virus ed eviti il proliferare di nuove varianti. Parla di un nuovo “Rinascimento” Giorgetti, in una fase in cui l’imprenditoria italiana è chiamata “a tirare fuori il meglio di sé”.

In realtà, per quanto sui social si dia ampio spazio ai no vax (troppo forse), il numero di persone contrarie al vaccino e al green pass sono una esigua minoranza, che in ogni caso dovrà adeguarsi per poter lavorare. Lo dimostrano gli stessi numeri di questi ultimi giorni, che hanno visto un’impennata delle richieste di prenotazione dei vaccini dopo la pubblicazione del decreto Draghi.

Green pass obbligatorio sul lavoro, cosa ha detto Landini

Gli stessi sindacati ormai sembrano compatti sul sì al green pass obbligatorio anche nei luoghi di lavoro, ma “i tamponi non possono essere pagati dai lavoratori” attacca il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ospite di Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” (qui tutte le info su come scaricare il certificato verde e come funziona).

“Lavorare è un diritto, considero sbagliato in questa fase introdurre il concetto che per lavorare uno debba pagare. Ma non siamo contrari ai vaccini” ribadisce. Invece dell’obbligo vaccinale, che sarebbe secondo lui stata la scelta più sensata (“La strada migliore, lo dice la Costituzione”), il governo ha scelto la strada del green pass, che non obbliga al vaccino.

Ma la preoccupazione per i sindacati è che vengano messi sullo stesso piano due strumenti e che questo possa determinare “divisioni”, ha detto ancora il segretario Cgil, che propone una fase transitoria per fare in modo che il tampone non sia pagato dal lavoratore: “Sono spese che le imprese possono scaricare“.

Green pass obbligatorio sul lavoro, scontro Letta-Salvini

Alta la tensione anche tra i leader della maggioranza del governo Draghi, Salvini e Letta. I due si sono scontrati a suon di post sui social, duello che poi è scivolato fin nelle piazze. Nel mirino del leader della Lega è finito il comizio del numero uno del Pd a Cosenza. Comizio andato deserto secondo Salvini, che però poco più tardi viene smentito dal diretto interessato.

Oltre alle solite scaramucce, tiene banco il nodo del green pass obbligatorio al lavoro. Matteo Salvini aveva detto che “stiamo ancora combattendo per tamponi gratuiti o sottocosto a bimbi, disabili, anziani, a chi non si può permettere di spendere centinaia di euro in tamponi”.

“Quante volte mi sono sentito rimproverare, quante volte mi sono sentito dire: ‘guarda Salvini, vai da Draghi, batti i pugni anche tu. Il Pd, lo dico con estremo orgoglio, è un partito responsabile. Sul green pass dicevano ‘Salvini ha dettato la linea’, invece è rimasto completamente all’angolo”, attacca invece Enrico Letta intervenendo alla Festa dell’Unità a Lamezia.

Ma quello con Salvini, ci tiene a precisare, “non è un litigio tra comari, ma si tratta di posizioni politiche diverse”. Trova un tema “su cui discutere” quello relativo al fatto che la collettività debba pagare i tamponi di chi non vuole vaccinarsi, essendo il vaccino gratuito.

“La questione di strizzare l’occhio a chi non vuole vaccinarsi e caricare di costi la collettività, per via dell’atteggiamento irresponsabile di chi non vuole vaccinarsi, è un punto assolutamente determinante. La questione chiave è che c’è una differenza di posizioni, che c’è anche all’interno della Lega”.

Green pass obbligatorio sul lavoro, le posizioni in seno alla Lega

Sul green pass Zaia e Giorgetti ad esempio sono su una posizione totalmente diversa da quella di Salvini. Di diverso pare invece Massimiliano Fedriga, che rifiuta la distinzione fra una linea dei governatori, così come l’ha definita Luca Zaia, e una del segretario della Lega per quanto riguarda il certificato verde.

Sul green pass obbligatorio “noi, in realtà, abbiamo un’unica linea che è quella del segretario Matteo Salvini, che coincide con quella dei governatori. Per noi il green pass è semplicemente uno strumento per riattivare l’economia. L’alternativa sono le chiusure. Questo è il concetto. La Lega ha insistito per proporre soluzioni di equilibro per evitare che il certificato verde diventasse uno strumento eccessivamente costoso e burocratico per milioni di cittadini”.

In un’intervista a Libero il presidente del Friuli Venezia Giulia sottolinea di essere “personalmente per il vaccino, l’ho fatto, lo predico; ma capisco anche chi ne ha paura, e chi deve essere convinto con le giuste argomentazioni. Tra chi vuole il green pass anche per andare in bagno e chi lo paragona al nazismo, be’, diciamo che c’è sempre la via di mezzo del buonsenso. Che poi è la nostra linea” ha concluso.

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