Green pass obbligatorio sul lavoro? I tre punti del nuovo protocollo

Federmeccanica propone il nuovo protocollo anti Covid sul posto di lavoro, che prevede il Green pass obbligatorio in tutti gli ambienti e lancia la palla al Governo

Il Green pass fa discutere lavoratori e sindacati, e nel dibattito è ora entrata anche Federmeccanica, che rappresenta il mondo dell’industria metalmeccanica davanti alle istituzioni. Il presidente Federico Visentin ha illustrato, nel corso di un’intervista davanti ai microfoni dell’Ansa, le tre regole per la ripartenza in sicurezza nel mondo del lavoro.

Si tratta di “punti fondamentali” per trovare una soluzione in armonia con le norme anti Covid previste dal Governo per l’aggiornamento dei protocolli, per garantire a ogni lavoratore un rischio minimo di contagio in azienda.

Per Federmeccanica sarebbe inutile continuare il dibattito sulle mense, che “crea confusione” inutilmente. L’obbligo del Green pass, secondo Federico Visentin, andrebbe esteso a tutti gli ambienti di lavoro, come suggerito dalle tre proposte dell’associazione.

  • Niente obbligo vaccinale, sì all’obbligo del Green pass sul lavoro.
  • Niente tamponi a carico dell’azienda.
  • Niente stipendio per chi decide di non sottoporsi al vaccino o al tampone e rimanere a casa.

Green pass obbligatorio sul lavoro: la presa di posizione di Federmeccanica

La netta presa di posizione non mancherà di far nascere nuove polemiche, ma per il presidente di Federmeccanica la combinazione di questi tre fattori è l’unica soluzione per mettere in sicurezza i lavoratori.

La “strada maestra” sarà quella di aggiornare i protocolli anti Covid degli ambienti di lavoro, ma a patto di avere consenso su questi punti, che permetterà di velocizzare le procedure e la burocrazia. Al contrario sarà necessaria un’azione da parte del Governo.

Il presidente di Federmeccanica ha deciso di rendere chiara la posizione dell’associazione proprio per sciogliere ogni dubbio anche davanti all’esecutivo, e supportare la possibile introduzione dell’obbligo di esibire il Green pass per accedere ai luoghi di lavoro e non solo alle mense aziendali.

Per il mondo dell’industria la mancanza di regolazioni sul certificato verde “non va bene”, ed è richiesta “chiarezza normativa”. Il presidente di Federmeccanica ha sottolineato che a supporto delle sue richieste c’è la comunità scientifica, che indica il vaccino anti Covid come unica soluzione per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia.

Green pass obbligatorio sul lavoro: cosa succede a chi non può fare il vaccino

Mettere in sicurezza i posti di lavoro per la ripartenza “non è stata una passeggiata”, ha sottolineato Federico Visentin, e il Green pass rappresenterebbe il seguito ideale di quanto già fatto nei mesi scorsi. A differenza dell’obbligo vaccinale, inoltre, garantirebbe la tutela della privacy dei lavoratori.

Lavoratori che, in caso non vogliano sottoporsi al vaccino, sarebbero però costretti a pagare di tasca propria i tamponi per avere la certificazione verde. Uno scenario che però non preoccupa Federmeccanica, la cui posizione è quella di stare al fianco di chi non potrà immunizzarsi per ragioni mediche, e che non sarà lasciato solo.

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