Green pass obbligatorio anche per colf e badanti?

Anche i collaboratori domestici possono essere obbligati a sottoporsi al vaccino anti Covid per non essere licenziati

L’obbligo vaccinale è stato imposto agli operatori sanitari al fine di tutelare i soggetti più fragili e gli anziani, i più colpiti dalla pandemia di Covid. Con l’entrata in vigore del Green pass, di fatto, il vaccino è diventato un requisito indispensabile anche per altre categorie di lavoratori, come gli insegnanti e tutto il personale scolastico.

Diverse parti politiche spingono per estendere l’obbligo del Green pass anche ai collaboratori domestici, come colf e badanti, che in genere rimangono a stretto contatto proprio con i soggetti più esposti ai danni gravi causati dal coronavirus.

Una proposta in tal senso era stata avanzata dal ministro Sergio Costa, che aveva sottolineato che trattandosi di un rapporto tra privati, un provvedimento in tal senso sarebbe di difficile attuazione, anche se fatto per tutelare gli anziani e le persone con patologie.

Badanti e colf: licenziamento per giusta causa senza vaccino

Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, l’associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico, ha tuttavia spiegato che la legge e il Contratto nazionale di lavoro permettono alle famiglie, se lo ritengono opportuno, di licenziare i lavoratori domestici che non intendono sottoporsi al vaccino anti Covid.

Quello tra colf o badanti e assistiti non è solo un legame tra dipendente e principale. Il licenziamento per giusta causa può concretizzarsi davanti a fatti particolarmente gravi che compromettono il “rapporto di fiducia” con la famiglia, al punto da impedire la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro.

Non sottoporsi a un vaccino che può mettere in sicurezza l’assistito e il resto della famiglia può minare questo rapporto fiduciario, e la colf e la badante possono dunque rischiare di perdere il posto se decidono di non immunizzarsi.

Badanti e colf: oltre 1,2 milioni di lavoratori in nero in Italia

Il presidente di Assindatcolf ha però sottolineato, già all’inaugurazione della campagna vaccinale, la presenza di un grave problema in Italia tanto per assistiti che per i collaboratori domestici.

La presenza di tanti lavoratori in nero, non censiti o addirittura irregolari sul territorio italiano, può rendere molto difficile l’accesso al vaccino anti Covid e rendere vana la pretesa della famiglia di avere un dipendente dotato del Green pass.

Secondo le stime di Andrea Zini si tratterebbe della maggior parte dei lavoratori del settore. Ben 6 su 10 non hanno contratto. Sarebbero almeno 1,2 milioni. L’invito è quello di regolarizzare colf e badanti anche in visione di maggiori tutele per la salute degli assistiti, oltre che da un punto di vista legale e pecuniario per tutti i soggetti coinvolti.

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Green pass obbligatorio anche per colf e badanti?