Green pass, boom di malattie: ma attenzione a cosa si rischia

Con l'entrata in vigore del green pass obbligatorio a lavoro si registra un'impennata dei certificati per malattia

Scatta il Green pass day e all’improvviso crescono i malori. Nel giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo del certificato verde a lavoro si registra un balzo dei certificati di malattia in tutta Italia. Un balzo sospetto di oltre il 22%, che ha portato l’Ordine dei medici a richiamare i propri iscritti e ad avvertirli sulle conseguenze, anche penali, del rilascio di certificati al di fuori delle regole.

Green pass, boom di malattie: i numeri dell’Inps

L’Inps ha infatti segnalato il 15 ottobre un aumento di 17.320 lavoratori ammalati, il 22,6% in più rispetto al giorno prima. Rispetto ai 76.851 registrati nella settimana prima sono stati 94.191 i dipendenti assenti da lavoro a causa di malattie.

Prendendo in esame nello specifico i settori pubblico e privato, nella PA l’impennata è stata del +18,3%, più bassa della media e degli impiegati d’azienda, con il +21,1% di certificati (qui le regole dei controlli in azienda)

L’incremento è del 10,5%, per quanto riguarda i lavoratori classificati dall’Inps come non tutelati, che per legge non ricevono l’indennità di malattia.

Il presentimento è dunque che dietro questo picco di assenze dal lavoro rilevato in sole 24 ore, nel giorno del green pass obbligatorio (qui il quadro sugli scioperi) ci possano essere situazioni in cui molti soggetti privi di certificato sono rimasti a casa dichiarando, in certi casi con l’aiuto dei medici, una finta malattia (qui l’iniziativa di Federfarma per incentivare le vaccinazioni).

Green pass, boom di malattie: il richiamo ai medici

In questo senso l’avvertimento dell’Ordine dei medici è chiaro: “Niente certificati al telefono, si concedono solo dopo visita in presenza, come prescrive la legge. E per quelli rilasciati sono state seguite tutte le regole”.

Circostanza rigettata da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e odontoiatri (Fnomceo): “Se i medici hanno rilasciato i certificati lo hanno fatto seguendo tutte le regole – ha affermato. Il medico deve visitare per forza il paziente e deve fare una valutazione oggettiva. Facciamo comunque un appello a stare molto attenti nel rilasciare i certificati rispettando tutte le norme di legge. Ma questo, ripeto, avviene regolarmente ed è parte integrante della professione.”

“È chiaro che anche il disagio sociale talvolta può determinare uno stato di malattia – ha spiegato Anelli. Quindi il medico deve valutare con estrema attenzione queste situazioni caso per caso per capire se creano o meno una inabilità al lavoro”.

Il rilascio di certificati non in presenza del paziente ma a distanza è vietato dalla legge, è dunque un reato” avverte Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie.

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