La Germania cerca 400mila lavoratori, anche dall’Italia: cosa sapere

Il governo tedesco è alla caccia all'estero di addetti qualificati in diversi settori della propria economia

Lavoratori qualificati cercasi. Il governo tedesco si starebbe attrezzando per cercare di incentivare l’arrivo dall’estero di 400mila persone ogni anno da impiegare in settori strategici per l’economia della Germania. Una politica occupazionale adottata per rimediare alla carenza di figure specializzate diventata cronica nel Paese, tanto da essere un vero e proprio allarme, che può rappresentare un’occasione, oltre che per i cittadini da tutto il mondo, anche per gli italiani in cerca di lavoro.

Germania in cerca di 400mila lavoratori all’anno, anche in Italia: la storia di immigrazione

Il flusso della forza lavoro dall’Italia verso la Germania del resto ha una tradizione storica. Secondo i dati aggiornati al 2019 dell’AIRE, nel paese tedesco sarebbero residenti oltre 760mila italiani, popolazione di emigrati inferiore nel mondo soltanto all’Argentina (che ne conta circa 840mila).

Si tratta però delle sole persone iscritte all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, una stima che non conta i connazionali che effettivamente abitano a Berlino e dintorni, che secondo un calcolo effettuato dal sito NeoDemos sui profili Facebook, si aggirerebbero intorno al milione.

Germania in cerca di 400mila lavoratori all’anno, anche in Italia: la mancanza di addetti qualificati

La problematica è stata sollevata già da diverse settimane, ed è stata ripresa da Christian Duerr, leader della Fdp, il partito dei liberali tedeschi che compone uno dei tre pilastri sui quali si basa la nuova coalizione “semaforo”, al governo insieme a Spd e Verdi.

“La carenza di lavoratori qualificati è diventato un tema così serio da contribuire al rallentamento della nostra economia”, ha dichiarato al settimanale economico WirtschaftsWoche.

“Quello che possiamo fare è tenere sotto controllo il problema dell’invecchiamento della nostra forza lavoro con una moderna politica di immigrazione. Dobbiamo raggiungere l’obiettivo di 400 mila lavoratori qualificati dall’estero il prima possibile” è l’obiettivo posto dal capo del partito liberale.

La questione della mancanza di lavoratori posta da Duerr, era stata lanciata dall’autorevole istituto economico IW (Institut der Deutschen Wirtschaft), che prevede fino al 2035 un deficit di 5 milioni di lavoratori in Germania, che si tradurrebbe per l’economia in una perdita di 326 miliardi di euro (qui abbiamo parlato della Germania tra i maggiori produttori di energia nucleare in Europa).

Secondo l’istituto la forza lavoro nel Paese diminuirà di 300 mila unità a partire quest’anno a fronte del ricambio generazionale che riguarderà molti più pensionati rispetto ai nuovi occupati. Un saldo che potrebbe arrivare nel 2029 ad oltre quota 650 mila (qui abbiamo parlato dei nuovi tassi d’interesse per le pensioni italiane).

Gli economisti hanno sottolineato che “senza migranti la Germania potrà sostituire soltanto sei su dieci 55-59enni che lasceranno il mercato del lavoro nei prossimi anni. Se si guarda alla fascia dei 50-54enni, il quadro è ancora più drammatico: su 100 di essi ci sono soltanto 55 persone tra i 10 e i 14 anni”.

L’allarme era stato affrontato dall’ormai ex cancelliera Angela Merkel (qui abbiamo parlato del futuro di Merkel dopo l’addio) che aveva già avvertito i cittadini tedeschi del rischio di dover rinunciare tra 15 anni a circa 4mila euro all’anno se non si fossero adottati i necessari provvedimenti: accogliere molti più immigranti, posticipare l’età pensionabile o costruire asili nido a tappeto per favorire le politiche di conciliazione.

Per questo motivo, nell’accordo che ha portato alla formazione del governo guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz, le forze che sostengono la nuova coalizione “semaforo” hanno previsto misure per attrarre specialisti dall’estero, alzando anche il salario minimo nazionale a 12 euro all’ora per rendere più appetibile le offerte di lavoro in Germania.