Qual è il futuro dello smart working secondo il governo Draghi

Il ministro Colao individua una terza strada, diversa dal lavoro da remoto e da quello in presenza: ecco quale

Come capita con tutte le crisi (non solo economiche), anche il Covid ha accelerato processi già in atto prima della pandemia. Tra questi c’è sicuramente lo smart working, prima del 2020 appannaggio di alcune fasce di lavoratori e successivamente esteso a moltissimi altri professionisti. Le aziende che hanno potuto, infatti, si sono adeguate ai protocolli anti-contagio contro la trasmissione del Coronavirus, lasciando i dipendenti a casa.

Ora che i casi di positività giornalieri diminuiscono e l’Italia tutta scivola lentamente verso la zona bianca, è lecito chiedersi che ne sarà di una delle “rivoluzioni” innescate dall’emergenza sanitaria. Si prospetta un futuro con meno spostamenti da e per l’ufficio? Oppure si tornerà al lavoro in presenza?

Un parere qualificato sul futuro del lavoro agile (questo il termine italiano) arriva dal ministro per l’Innovazione Tecnologica del governo di Mario Draghi. Vittorio Colao ha infatti indicato una terza strada, che si distingue dalla soluzione di lasciare tutti a casa così come da quella di far tornare tutti al lavoro.

Cosa ha detto il ministro Colao sullo smart working

Un “modello di lavoro misto”, questa la soluzione auspicata da Colao, che ne ha parlato in un discorso Festival dell’economia di Trento. Per il titolare del dicastero dell’Innovazione Tecnologica, l’ideale sarebbe infatti tenere insieme i ritmi più dilatati che lo smart working consente al lavoratore e gli elementi “di socialità del lavoro e culturali” rafforzati dal lavoro in presenza.

Insomma, se lo smart working permette al professionista di organizzare meglio la giornata, ad esempio rinunciando a un lungo spostamento fino alla sede dell’azienda, non bisogna abbattere quella fabbrica di idee e di mutuo insegnamento e supporto che è, almeno nei casi ideali, l’ambiente di lavoro condiviso. E allora ben venga, da parte dello Stato, “un quadro normativo e giuridico” che stabilisca un equilibrio tra le esigenze individuali e quelle collettivo-aziendali.

La legge sullo smart working, le parole di Brunetta sul lavoro a distanza nella Pa

Forse le leggi che regolano lo smart working dovranno partire dal cosiddetto “smart working semplificato”, la disciplina, introdotta proprio in concomitanza con la pandemia, per agevolare il passaggio al remoto, ed estesa fino al 2021 (qui cos’è e come funziona lo smart working semplificato).

Il lavoro agile è stata una grossa novità anche nel settore della pubblica amministrazione ed è uno dei temi che godono di maggiore attenzione da parte dei dipendenti pubblici, nonché ancora argomento di discussione: qui alcune recenti dichiarazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

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Qual è il futuro dello smart working secondo il governo Draghi