Fase 2, riaperture e codici Ateco: la tabella dei rischi per tutte le categorie di lavoratori

La task force capeggiata da Vittorio Colao sta lavorando alla definizione dei rischi di contagio Covid per ciascun settore professionale

Mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana ora spinge per riaprire (lavorando anche sabato e domenica per scaglionare), la task force con a capo l’ex ad di Vodafone Vittorio Colao istituita dal Governo per definire la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, in cui saremo tutti chiamati a convivere con il Covid-19 rispettando misure di sicurezza e distanziamento sociale, sta valutando quali sono i settori e le attività a basso, medio o alto rischio, a seconda delle relative aggregazioni di persone.

Aggregazione sociale e rischi correlati

Uno dei parametri utilizzati per l’individuazione del rischio riguarda proprio il livello di aggregazione sociale, cioè il rischio di assembramento di persone per ogni categoria.

Le classi di aggregazione sociale vanno da un punteggio minimo di 1 a un massimo di 4 e a ognuna di loro corrisponde una determinata classe di rischio. Le classi di rischio sono basso, medio e alto, con alcune sfumature intermedie.

Cosa dice la tabella

Anche se sappiamo che la parola d’ordine della fase 2 sarà smart working, scorrendo la tabella, salta subito all’occhio che non necessariamente a una classe di aggregazione alta (cioè un settore con molte persone coinvolte) corrisponde sempre un elevato livello di rischio. Mentre è vero tendenzialmente il contrario, e cioè che a una classe di aggregazione bassa corrisponde un livello di rischio basso di contagio Coronavirus.

Ad esempio, i settori con le classi di aggregazione più alta sono le attività ricreative, artistiche e di intrattenimento, ma il rischio concreto è considerato “basso”. Altro settore che registra un 4 come classe di aggregazione sono le attività sportive, di intrattenimento e di divertimento, ma anche qui il rischio effettivo è “medio-basso”. Lotterie, scommesse e case da gioco sono anche considerate tra quelle con aggregazione maggiore, e in questo caso il rischio è “medio-alto”.

Quali categorie di lavoratori rischiano di più

Le categorie di lavoro con un rischio più alto di contagio, quelle che nella tabella riportano rischio “alto”, sono: trasporto aereo, assistenza sanitaria e assistenza sociale non residenziale.

Quelle ritenute più a rischio sono l’assistenza sociale e quella sanitaria, insieme al trasporto aereo. Alto il rischio anche per l’assistenza sociale residenziale, per i servizi alla persone e per le attività svolte dal personale domestico.

Rischio medio-alto invece, oltre alle lotterie e al gioco di cui abbiamo già detto, per chi si occupa della gestione delle reti fognarie, per chi lavora nel campo della pubblica amministrazione, della difesa e dell’assicurazione sociale, servizi di assistenza sociale e residenziale, attività varie di servizi alla persona e attività di famiglie e convivenza come datori di lavoro domestico, colf e badanti.

Quali categorie di lavoratori rischiano di meno

I settori lavorativi che invece presentano un basso rischio, associato anche a un basso livello di aggregazione, sono diversi: agricoltura, silvicoltura e pesca, estrazione di minerali da cave e miniere, manifattura, e cioè industrie e fabbriche di vario tipo, con l’unica differenza della riparazione, installazione e manutenzione di macchine e apparecchiature che presentano rischio assembramento 2 e rischio contagio medio-basso.

Scarsi rischi anche per chi lavora nelle costruzioni, nel campo assicurativo e finanziario, immobiliare e tutti gli studi professionali.

Qui potete visionare e scaricare in pdf la tabella dettagliata con tutti i settori professionali e i relativi rischi.

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