Il Covid cambia anche l’esame di Stato per diventare avvocati: le novità

Un decreto legge cambia l'esame di Stato per diventare avvocati: niente prova scritta, ma un doppio orale da sostenere secondo precise modalità

Il Covid cambia l’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato. Solo per il 2021, infatti, un decreto legge modifica la prova introducendo una tipologia del tutto nuova. Lo ha comunicato la nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabia, dopo essersi confrontata con il Comitato tecnico scientifico, che ha formalmente trasmesso il suo parere negativo all’ipotesi del tradizionale svolgimento. Ma come cambierà?

Il Covid cambia anche l’esame di Stato per diventare avvocati: salta la prima prova scritta

Solamente per il 2021, quindi, l’esame di Stato per diventare avvocati non prevederà la prova scritta. Al suo posto, una prova che verterà su un quesito di natura civile, penale o amministrativa, della durata di 60 minuti:

  • 30 minuti per esaminare il caso che gli è stato sottoposto, con la possibilità di consultare i codici commentati;
  • 30 minuti per la discussione. La prova verterà su un quesito di natura civile, penale o amministrativa.

Una sottocommissione composta da tre membri (con un avvocato in veste di presidente) dovrà preparare per ogni candidato tre quesiti sulla materia scelta (civile, penale o amministrativo). Ogni quesito sarà contenuto all’interno di una busta chiusa e numerata. Sarà il candidato a scegliere una delle buste, e quindi il quesito.

La prima prova si svolgerà in collegamento da remoto, ma nella sede della prova d’esame (uffici giudiziari di ogni distretto di Corte di appello o locali dei consigli dell’ordine degli avvocati). Insieme al candidato ci sarà anche un segretario.

Il Covid cambia anche l’esame di Stato per diventare avvocati: la seconda prova

Per chi supererà lo scoglio della prima prova (almeno 18 su 30, ognuno dei tre membri della commissione può assegnarne fino a 10) ce ne sarà una seconda, orale. Questa durerà tra i 45 e i 60 minuti e non avverrà in collegamento da remoto, bensì davanti alla sottocommissione presso la sede d’esame (a meno che le condizioni si rivelassero necessarie).

Questa seconda prova si svolgerà almeno 60 giorni dopo la prima e verterà sulla discussione di questioni relative a 5 materie indicate dal candidato:

  • una tra diritto penale e civile (ma non dovrà essere la stessa materia già scelta per la prima prova);
  • una tra diritto processuale penale e diritto processuale civile;
  • tre a scelta tra: diritto costituzionale, amministrativo, commerciale, tributario, lavoro, internazionale privato, dell’Unione europea, ecclesiastico.

Anche in questo caso, come per la prima prova, ogni membro della commissione potrà assegnare fino a 10 punti per ognuna delle 5 materie, oltre a quella relativa alla deontologia e all’ordinamento.

Per superare la seconda prova bisognerà avere almeno un punteggio di 18 per ciascuna delle 6 materie (quindi, il minimo totale è di 108 punti).

Cosa succede se un candidato è positivo al Covid

Il decreto legge prevede che si possa chiedere un rinvio nei seguenti casi (documentati):

  • positività;
  • sintomatologia compatibile;
  • isolamento fiduciario;
  • quarantena.

Il candidato potrà dunque chiedere di fissare una nuova data per lo svolgimento della prova: in caso di richiesta accolta, la prova dovrà svolgersi entro 10 giorni dalla cessazione dell’impedimento.

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