Nuovo Dpcm, dalla sanità alla scuola: la decisione del governo sui concorsi

Dietrofront di Palazzo Chigi: dopo lo stop previsto dalla bozza del nuovo provvedimento, il passo indietro che autorizza ogni tipo di prova purché rispetti il protocollo sanitario

La bozza del nuovo Dpcm firmato nella notte tra il 24 ottobre e il 25 ottobre dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prevedeva il divieto di concorsi pubblici e privati. Divieto però saltato nella versione definitiva delle misure in vigore da lunedì 26 ottobre a martedì 24 novembre. Nelle intenzioni di Palazzo Chigi il concorso straordinario della scuola, iniziato lo scorso 22 ottobre, avrebbe continuato a prescindere il suo iter. Così come tutti i concorsi straordinari rivolti a forze dell’ordine e personale sanitario.

Concorso docenti salvo, ma non mancano le critiche

Tra i concorsi ‘salvati’, c’è quello della scuola, dedicato ai docenti precari. Una scelta che non è piaciuta alla Lega, con il senatore Mario Pittoni che si è chiesto se il Cts, nel validare il concorsone, abbia considerato anche gli spostamenti di oltre 60 mila candidati. Secondo lui il fatto che la selezione sia in corso non può giustificare il rischio. Ovviamente, tutti i concorsi dovranno comunque rispettare specifici protocolli organizzativi validati proprio dagli esperti del Comitato tecnico scientifico.

È bene ricordare che il concorso per i docenti si svolge su più giornate: le prove andranno avanti fino al prossimo 16 novembre, garantendo, così, un numero di partecipanti limitato al giorno e la massima sicurezza. Nella prima giornata sono stati convocati 1.645 candidati, suddivisi in 171 aule distribuite su tutto il territorio nazionale. Il protocollo sanitario garantisce il distanziamento fisico, l’obbligo della mascherina per candidati e addetti ai controlli, la presenza di gel igienizzanti, la misurazione della temperatura e l’igienizzazione degli spazi.

Concorsi, c’è chi dice no: il rinvio di Arpa e Arpal

Nonostante sia saltato lo stop dei concorsi, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata ha sospeso le prove preselettive, fissate lunedì 26 ottobre all’Ente Fiera Efab di Tito (Potenza). La decisione è stata presa in considerazione del fatto che molti dei partecipanti alle prove concorsuali programmate provengono da fuori Regione e che altrettanti potrebbero essere in isolamento fiduciario: quindi, impossibilitati, di fatto, allo svolgimento delle prove, rinviate a data da destinarsi. Probabilmente in modalità a distanza.

Rinviato anche il concorso dell’Agenzia regionale per il lavoro della Regione Puglia, per scelta del commissario straordinario Massimo Cassano. Una decisione precauzionale, presa proprio il 24 ottobre prima della firma di Giuseppe Conte sul Dpcm, dettata dall’aumento significativo dei contagi registrati. Ai test erano attesi in 60 mila: troppi per riuscire a garantire la sicurezza di tutti e il distanziamento, nonostante la prova fosse stata divisa in più giornate.

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