Dpcm 3 novembre, torna lo smart working nella Pa e nel privato. Sospesi i concorsi

Per mettere un freno alla seconda ondata che sta travolgendo l'Italia il Governo ha pubblicato il nuovo Dpcm valido per un mese

Il bollettino Coronavirus del Ministero della Salute di martedì 3 novembre conferma il preoccupante trend in costante aumento del numero dei nuovi casi di Covid, che hanno portato il numero di positivi a sfondare quota 418mila, livelli mai raggiunti durante la prima ondata.

La situazione Covid in Italia

Oggi si contano 28.244 nuovi casi ma è l’incremento delle vittime a preoccupare: sono 353 in sole 24 ore, mai così tante dal 6 maggio. Preoccupano anche i posti in terapia intensiva, chi si avvicinano alla soglia dei 2.300 letti occupati, fissata per esser ancora gestibile.

La Lombardia si conferma con quasi 7mila nuovi casi la regione con l’incremento più alto di nuovi positivi, seguita da Piemonte (3.169) e Campania (2.971).

Per mettere un freno alla seconda ondata che sta travolgendo l’Italia il premier Conte ha firmato nella notte il nuovo Dpcm 3 novembre.

L’obiettivo è “non paralizzare il Paese” come ha precisato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, parlando di un lockdown “light” più simile al modello tedesco.

>>> Scarica qui il Dpcm 3 novembre in Gazzetta Ufficiale e qui gli allegati <<<

Nuovo Dpcm, cosa cambia per lo smart working

Slitta di un giorno l’entrata in vigore del Dpcm. Dopo il caos generalizzato scoppiato nelle Regioni “rosse” che ancora alle 19.30 non sapevano come avrebbero dovuto comportarsi il giorno seguente, il premier Conte in conferenza stampa ha chiarito che le restrizioni differenziate entreranno in vigore da venerdì 6 novembre per dare la possibilità alle varie attività di organizzarsi, e non il 5 come inizialmente previsto (qui trovate la mappa delle Regioni “colorate” a seconda del tipo di rischio).

Oltre alle misure restrittive su coprifuoco, spostamenti, scuola, attività commerciali e sport, anche il lavoro subisce una nuova regolamentazione.

Posto che anche nelle zone rosse, dove la situazione è più critica e l’indice Rt ben oltre la media nazionale dell’1,7%, rimangono aperte le fabbriche, viene reintrodotto per tutti i casi in cui sia possibile lo smart working sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, con l’aggiunta di ingressi differenziati del personale.

In particolare, le Pubbliche amministrazioni, salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza, dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della Pubblica amministrazione”. Sarà compito di ciascun dirigente garantire il massimo livello di smart working.

Il Dpcm contiene anche la “forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Nuovo Dpcm, cosa cambia per i concorsi

Anche sul fronte concorsi scatta un nuovo stop, tranne che per il personale della sanità. Lo stop ai concorsi era già stato previsto dal Governo in una prima bozza del Dpcm 24 ottobre, ma poi non era passato su richiesta delle Regioni.

Sospeso dunque lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in modalità telematica o in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, compresi, dove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile.

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