Dl Semplificazioni, chi è escluso dagli appalti pubblici dopo l’approvazione del Senato

La conversione in legge del decreto a Palazzo Madama si è conclusa col passaggio di ben 200 emendamenti: ora si attende il via libera della Camera

La conversione in legge del decreto Semplificazioni in Senato si è conclusa dopo un lungo tour de force che ha visto le commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato approvare ben 200 emendamenti. Dopo il voto di fiducia dei parlamentari di Palazzo Madama il dl dovrà passare anche dalla Camera dei Deputati. I tempi per ottenere il via libera sono strettissimi, dato che i termini scadono a metà settembre. Tra gli emendamenti, i più significativi a essere passati riguardano la rigenerazione urbana, le zone terremotate, gli stadi, le biciclette e il codice della strada, ma soprattutto gli appalti.

Dl Semplificazioni, chi è escluso dagli appalti pubblici

In tema di appalti, il punto più importante riguarda l’impossibilità di partecipare agli appalti pubblici per le imprese o per i professionisti che non abbiano ottemperato al versamento di tasse e contributi. Di fatto, una misura contro gli evasori: l’esclusione può anche essere proposta dalla stazione appaltante nel caso in cui gli accertamenti siano non definitivi, qualora il mancato pagamento costituisca una grave violazione.

Una misura resa necessaria dalla contestazione mossa dalla Commissione Ue nei confronti dell’Italia: il comma 4 dell’articolo 80 del Codice dei contratti pubblici, infatti, contrasterebbe con le direttive comunitarie, perché non consente alla stazione appaltante di poter escludere dalle procedure di gara un operatore che non abbia ottemperato ai suoi obblighi fiscali (anche se non definitivamente accertati).

Di fatto, quindi, è rimasta inalterata la norma che, inizialmente, il dl Semplificazioni voleva cambiare. Cosa dovranno fare le imprese? Chi vuole partecipare a una gara, ma anche chi riceve degli affidamenti in maniera diretta, deve produrre un Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

Dl Semplificazioni, l’emendamento sugli appalti pubblici

Inoltre, è passato un emendamento, suggerito dal Ministero dell’Ambiente, che amplia da 30 a 45 giorni il tempo per i dibattiti pubblici collegati ai procedimenti di Via delle opere pubbliche. Permangono invece:

  • l’allungamento dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 del termine del periodo in cui sono possibili le procedure veloci per le opere pubbliche;
  • l’obbligo di pubblicità anche per le procedure negoziate;
  • l’accesso per le Ati alle procedure negoziate;
  • la diminuzione da 150 a 75 mila euro della soglia per gli affidamenti diretti dei servizi di progettazione.

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