Decreto maggio, stop licenziamenti e reddito d’emergenza temporaneo: il piano della Catalfo

Cassa integrazione per altre 9 settimane e divieto di licenziamenti per altri 3 mesi, ma intanto si lavora al reddito di emergenza

Governo a lavoro per riconfermare gli ammortizzatori sociali approvate dal decreto Cura Italia, il piano del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo è chiaro: niente licenziamenti, proroga della cassa integrazione e un reddito di emergenza temporaneo, così si vuole combatte la crisi occupazionale tutelando i lavoratori.

Decreto maggio: confermato lo stop ai licenziamenti

In una recente intervista rilasciata a Repubblica, il ministro del lavoro Nuncia Catalfo ha affermato che l’intenzione del Governo è quella di continuare ad assicurare sostegno ai lavoratori e le aziende in difficoltà.

Si partirà, ha spiegato la Catalfo, con la conferma del divieto di procedere con i licenziamenti in piena emergenza Coronavirus. Lo stop imposto nel mese di marzo, come confermano i dati Istat, ha permesso all’occupazione di non crollare. Tutto merito, secondo la ministra, degli interventi del Governo e del primo decreto di sostegno al reddito.

Guardando al futuro, però, bisognerà pensare ad una nuova organizzazione del lavoro, a partire da una riforma che invece di investire tutto in sussidi punti a migliorare e incrementare le politiche attive del lavoro.

Cassa integrazione introdotta dal Cura Italia confermata anche a maggio

Un altro intervento importante a sostegno del lavoro, ha annunciato la Catalfo, riguarda la conferma della cassa integrazione nel decreto di maggio.

Gli ammortizzatori sociali introdotti con il decreto Cura Italia, pensati appunto per evitare i licenziamenti e garantire sostegno alle imprese e ai lavoratori, verranno riconfermati dal prossimo decreto. Se lo stop ai licenziamenti verrà prorogato per altri 3 mesi, per la cassa integrazione si pensa ad un’estensione dell’aiuto per altre 9 settimane.

Si lavora anche ad un reddito di emergenza, ma temporaneo

La ministra Catalfo nella sua intervista ha dichiarato in fine che il Governo è a lavoro su un particolare reddito di emergenza: “L’assegno varia da 400 euro per un single a 800 euro per una famiglia”, ha detto. Si tratterebbe però di un aiuto temporaneo, cui durata potrebbe variare dai 2 ai 3 mesi, destinato soprattutto a chi è in difficoltà.

La fruizione del reddito di emergenza temporaneo, così come pensato, non sarà incompatibile con il reddito di cittadinanza o altri sussidi. Pertanto, sarà possibile integrare il Rem al Reddito di cittadinanza. I destinatari, infatti, saranno i “lavoratori poveri“, compresi gli autonomi “che potranno sommare il piccolo sostegno che ricevono fino alla soglia del Rem”. I beneficiari del reddito di cittadinanza cui importo del sussidio è invece pari a 200 euro, potranno integrare fino a raggiungere i 400 euro del Rem.

 

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