Decreto Agosto: gli sgravi per le aziende che rinunciano alla cig

Dal blocco dei licenziamenti agli sgravi fiscali per le aziende che rinunciano alla cassa integrazione: cosa prevede il decreto Agosto

Non solo prolungamento e rifinanziamento della cig, il pacchetto lavoro contenuto nel decreto Agosto vale ben 12 miliardi di euro e prevede – anche – tutta una serie di sgravi destinati alle aziende che rinunciano alla cassa integrazione. Lo scopo è quello di dare uno slancio all’occupazione tutelando comunque il reddito dei lavoratori e le liquidità delle aziende, tutte categorie queste fortemente messe alla prova dall’emergenza Coronavirus.

Decreto Agosto, sgravi contributivi alle aziende che rinunciano alla cig: le condizioni

In alternativa alla cig, per usufruire degli sgravi contributivi approvati con il decreto Agosto le aziende (escluse quelle del settore agricolo) devono rispettare delle precise condizioni, ovvero:

  • non devono richiedere l’ulteriore proroga della cassa integrazione, anche se hanno usufruito dell’integrazione salariale nei mesi di maggio e giugno 2020, è importante che non ricorrano alla proroga dei nuovi trattamenti;
  • possono contare su un esonero contributivo nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020;
  • sono comunque tenute al versamento dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e dei premi e contributi Inail.

L’esonero del versamento dei contributi a carico del datore di lavoro riconosciuto dal dl Agosto ha una durata massima di 4 mesi ed è fruibile entro il 31 dicembre 2020.

L’esonero, inoltre, è ammesso per i datori di lavoro che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga ammessa dal decreto Cura Italia e impone il divieto di procedere con licenziamenti ai datori di lavoro che ne beneficiano.

Proroga cassa integrazione in alternativa agli sgravi fiscali

Il decreto agosto ha anche esteso di ben 18 settimane il periodo di cassa integrazione per le aziende in crisi. Come già accennato sopra ,gli imprenditori che faranno ricorso alla proroga della cig non potranno però contare sugli sgravi fiscali promessi a chi non usufruisce dell’ulteriore periodo di integrazione salariare. Resta fermo, invece, il divieto di licenziamenti.

Queste settimane di cig aggiuntive devono essere utilizzate in un periodo preciso, ovvero quello compreso tra il 13 luglio e il 31 dicembre 2020. Le prime 9 settimane saranno a carico dello Stato, mentre le restanti 9 prevedono un meccanismo diverso, in cui il datore di lavoro sarà tenuto a versare un contributo addizionale in relazione alla perdita di fatturato e le ore di lavoro non prestate durante la sospensione delle attività.

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