Quanti posti di lavoro ha distrutto il Covid e chi ci ha rimesso di più

I dati della CGIA di Mestre fotografano un quadro drammatico

Nel mondo del lavoro il Covid ha causato una perdita di 470mila occupati. È il tragico bilancio dell’ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre (CGIA). Sulla base delle informazioni raccolte dall’associazione, si può dire che non tutti hanno pagato allo stesso modo l’impatto del Covid, almeno da un punto di vista lavorativo. Esiste infatti una categoria di lavoratori che più di altre ha sofferto le ripercussioni economiche delle misure anti-contagio, adottate dai governi in carica per contenere la diffusione del coronavirus.

Quante persone hanno perso il lavoro in Italia con il Covid

I numeri parlano chiaro: le serie della CGIA di Mestre partono dal febbraio del 2020, quando il virus si era affacciato nel nostro Paese ma ancora non aveva imposto all’intera nazione il suo pesante conto economico. Il mese precede l’avvento del primo lockdown, dichiarato, come si ricorderà, dal governo Conte in una memorabile – e non per un buon motivo – diretta televisiva. Le registrazioni si interrompono a giugno 2021 e prendono quindi in considerazione un anno e 3 mesi di pandemia. Quale quadro fotografano?

Del quasi mezzo milione di persone che hanno perso il lavoro, ben 378mila sono lavoratori indipendenti. “Ad aver subito gli effetti più negativi dalla crisi innescata dalla pandemia sono stati prevalentemente i piccoli commercianti, gli esercenti, i collaboratori e tantissimi liberi professionisti”, sottolineano gli autori dello studio.

Chi ha pagato più di tutti la crisi economica del coronavirus

L’80% del totale di chi ha perso il lavoro era un libero professionista. Per l’associazione che si è incaricata di raccogliere le statistiche è “come dire che in questi 16 mesi il numero totale delle partite Iva presenti in Italia è diminuito mediamente di 776 unità al giorno”. Diverso il quadro dei lavoratori dipendenti, tra i quali “il numero complessivo degli occupati è sceso di ‘sole’ 92mila unità”.

Sono cifre allarmanti, che sostengono l’appello della federazione ad aprire un tavolo di crisi permanente sulle partite Iva, paventando allo stesso tempo un “rischio di coesione sociale”.

Tra le misure messe in campo dal governo di Mario Draghi per uscire dalla crisi, il contratto di rioccupazione previsto dal Sostegni Bis (qui tutti i dettagli). Sulle sorti del lavoro pesa anche il Green Pass, che il governo sta provando a rendere obbligatorio (qui la posizione dei sindacati).

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