Crisi nera per il big dei supermercati: 769 licenziamenti e 106 negozi chiusi

Centinaia di esuberi e chiusure di supermercati in tutta Italia per la catena della grande distribuzione Carrefour

Lo sciopero generale di ieri ha coinvolto migliaia di lavoratori in tutta Italia, coinvolti nei licenziamenti di massa delle diverse realtà in crisi nel nostro Paese. Tra questi, con punte di adesione del 70% del personale, secondo i dati di Cgil e Uil, anche i dipendenti di una delle più estese catene di supermercati con centinaia di punti vendita su tutta la penisola: Carrefour Italia. Il gigante della grande distribuzione ha annunciato ai sindacati l’intenzione di licenziare 769 impiegati e di chiudere 106 supermercati in 9 regioni. Un altro tavolo di crisi che ha scatenato le proteste dei lavoratori, mentre iniziano le trattative con la multinazionale francese.

Crisi nera per il big dei supermercati: il piano di licenziamenti collettivi

Nelle scorse settimane Carrefour ha formalizzato alle sigle sindacali, durante un confronto sul Piano aziendale 2022, l’avvio della procedura di licenziamento collettivo già preannunciato (avevamo parlato qui degli oltre 700 esuberi).

In una nota l’azienda ha spiegato le ragioni del programma di riduzione del personale: “I motivi alla base della situazione di eccedenza sono da individuarsi nella grave situazione economico gestionale” si legge.

Il complessivo calo del fatturato e dei clienti da un lato, e l’incidenza del costo del lavoro dall’altro, hanno determinato una situazione di grave squilibrio che ormai non è più sostenibile e costringe la società ad un intervento strutturale volto a riequilibrare il rapporto tra personale e fatturato” scrivono da Carrefour.

L’azienda ha fatto sapere inoltre che il piano di licenziamenti incentivati presentato ai sindacati “sarà gestito su base esclusivamente volontaria tramite l’attivazione di una procedura formale come previsto dalla legge, e coinvolgerà circa 600 collaboratori dei punti vendita diretti su tutto il territorio nazionale e 170 collaboratori della sede centrale“ (qui avevamo parlato di un altro colosso in crisi come la Paluani).

Assicurazioni che si uniscono all’impegno al confronto con sindacati e istituzioni (qui il perché dello sciopero generale del 16 dicembre)  e alla conferma di continuare a investire in Italia.

Condizioni che non vengono reputate sufficienti dalla Fiscast Cisl, che tramite il segretario generale il segretario generale aggiunto Vincenzo Dell’Orefice dichiara di non ritenere “percorribile la strada di un confronto finalizzato unicamente a consentire licenziamenti e cessioni di negozi a terzi”.

Crisi nera per il big dei supermercati: centinaia di esuberi in tutta Italia

I 769 esuberi interessati dai tagli al personale della catena riguardano il personale dei supermercati di tutta Italia, dalla Valle D’Aosta alla Lombardia, dal Piemonte alla Liguria e ancora Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sardegna.

In particolare sono coinvolti nei licenziamenti 261 dipendenti in 27 Ipermercati, 313 in 67 market, 168 in 10 cash&carry e 168 posti di lavoro presso le sedi amministrative di Milano, Nichelino, Roma, Airola, Gruliasco, Napoli, Rivalta e Moncalieri.

In questo contesto sono previste le chiusure di 106 negozi della rete vendita diretta, di cui 82 Express e 24 Market, con il trasferimento a terzi imprenditori della rete in franchising.