La crisi non è ancora finita: chi rischia di perdere il lavoro prima dell’estate

Migliaia di posti di lavoro a rischio, la crisi pandemica non è ancora finita e rischia di mettere definitivamente in ginocchio uno dei settori più colpiti dall'emergenza sanitaria

La variante Omicron e il crescente numero di casi Covid minaccia – ancora una volta – il mondo dei viaggi e il settore turismo, tra i comparti più colpiti dall’emergenza sanitaria. Il 17 gennaio l’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) ha pubblicato il suo ultimo aggiornamento sullo stato del turismo internazionale, affermando che – anche se aumentata notevolmente nel terzo trimestre del 2021 –  l’attività di viaggio globale è ancora molto al di sotto dei livelli pre-pandemia. Stime queste che non fanno altro che confermare “la grande crisi” denunciata nell’ultimo report di Federalberghi, che coinvolge principalmente gli hotel ma – in generale – tutti gli operatori e i lavoratori del turismo.

Senza interventi da parte del Governo, infatti, migliaia di persone rischiano di perdere il lavoro prima dell’arrivo dell’estate.

500 mila i posti di lavoro a rischio

“La situazione generata dalla pandemia continua a tartassare il turismo italiano ed in particolar modo il comparto ricettivo”, si legge nella nota stampa diffusa da Federalberghi. “La nuova ondata di contagi, inoltre, ha determinato un’ulteriore diminuzione delle già scarse presenze nelle strutture ricettive, aggravandone la situazione economica e finanziaria” e “il quadro assume l’aspetto più allarmante proprio nelle località nelle quali maggiore è il peso delle presenze degli stranieri”.

L’associazione ha anche spostato l’attenzione sui ristori e gli aiuti promessi dal Governo (qui quelli al vaglio, probabilmente in arrivo con il prossimo Dpcm), denunciando apertamente l’inadeguatezza degli stessi. “L’impedimento nel poter fare ricorso all’integrazione salariale di emergenza sta portando, nelle realtà maggiormente colpite dalla crisi, alle aperture di tavoli sindacali per la riduzione di personale – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – È evidente che si sta vivendo un dramma quotidiano, che rischia di provocare un contraccolpo durissimo ai 500 mila lavoratori e di conseguenza alle loro famiglie”, che rischiano di essere private delle loro principali fonti di reddito.

Covid, l’impatto sul lavoro (e l’economia)

Il turismo è una parte importante dell’economia italiana e non solo. Secondo le stime fornite dalla Commissione Europea, il settore dei viaggi e del turismo coinvolge 3 milioni di imprese, dà lavoro a 22,6 milioni di persone (l’11% dell’occupazione totale nell’UE) e rappresenta il 9,5% del PIL dell’UE nel 2019.

Tuttavia, essendo anche uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi Covid, sia nel breve che nel medio-lungo termine, la battuta d’arresto ha coinvolto complessi ecosistemi turistici e tante altre catene di valore, trascinandosi dietro molti altri comparti, commerciali e sociali. Se non lavorano le città d’arte, non lavorano gli alberghi, i ristoranti, i fornitori e così via, fino a far registrare un calo di entrate e una diminuzione di risorse in generale che – a fronte dei costi fissi di un impresa – costringe molte realtà a dover rinunciare alla forza lavoro assunta.

Basti pensare che, secondo le ultime previsioni UNWTO dell’ente delle Nazioni Unite (qui il report), l’emergenza sanitaria costerà probabilmente al settore turismo circa 2 trilioni di dollari di mancate entrate nel 2021, la stessa cifra andata persa nel 2020. Anche se le restrizioni sono state meno severe – nel 2021 infatti non c’è stato un lockdown prolungato ed esteso come quello di marzo 2020 – la domanda di viaggio potrebbe essere ulteriormente influenzata da “tassi di vaccinazione irregolari in tutto il mondo e da nuovi ceppi di virus che potrebbero spingere a nuove restrizioni di viaggio in alcuni paesi”. Recentemente, per esempio, qualche preoccupazione ha destato la nuova Omicron 2 (qui qualche dettaglio in più su quella che è stata definita una “sotto-variante” di Omicron).

“I dati per il terzo trimestre del 2021 sono incoraggianti”, ha affermato il segretario generale dell’UNWTO Zurab Pololikashvili. “Tuttavia, gli arrivi sono ancora del 76% al di sotto dei livelli pre-pandemia e i risultati nelle diverse regioni globali rimangono irregolari”.

Alla luce dell’aumento dei casi e dell’emergere di nuove varianti, ha aggiunto lo stesso: “non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare i nostri sforzi per garantire parità di accesso alle vaccinazioni, coordinare le procedure di viaggio, utilizzare i certificati di vaccinazione digitali per facilitare la mobilità, e continuare a sostenere il settore”.

Emergenza settore turismo: chiesta reintroduzione della Cassa Covid

Agli appelli per limitare i danni e le conseguenze negative della crisi scoppiata nel settore turismo, anche il presidente di Federalberghi ha avanzato una sua proposta. Bocca, guardando prettamente al quadro italiano, si è rivolto ai segretari generali delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sollecitando un incontro urgente per l’esame delle prospettive del settore e per la verifica dell’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento.

In particolare, quello che è stato chiesto è la reintroduzione della Cassa integrazione Covid per i lavoratori e le imprese del settore turismo, che non è stata inserita tra le misure emergenziali approvate con la legge di bilancio 2022 (qui i nuovi ristori che invece l’Esecutivo ha in programma di introdurre).

“Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati”, ha dichiarato Bocca. “Non stupisce, quindi, che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato”.

“A fronte di ciò – ha poi sottolineato il presidente Federalberghi – non hanno ad oggi trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19”.

Crisi nera e lavori a rischio: Governo a lavoro sui nuovi ristori

Ai vari appelli, arrivati da parte delle associazioni di categoria (e non solo), i rappresentanti del Governo hanno comunque risposto nelle ultime settimane, confermando l’intenzione di voler approvare nuovi aiuti per i settori – e i lavoratori – più in difficoltà.

Tra questi, come confermato dalla ministra Mariastella Gelmini, rientrano sicuramente gli operatori del turismo, per i quali dovrebbero arrivare specifici ristori.

“Con l’ultimo decreto approvato dal Cdm l’Italia resta aperta, tutela la salute dei cittadini e la tenuta del sistema ospedaliero” ha dichiarato la ministra per gli Affari regionali, subito dopo l’approvazione del provvedimento sull’obbligo vaccinale in Cdm “ora dovremo occuparci, e lo faremo da subito con un apposito tavolo di lavoro, di risarcire quelle attività che hanno subito danni economici dalla stretta di Capodanno, a cominciare dal settore delle discoteche e dell’intrattenimento“.