Covid, le regole dei vaccini in azienda: a chi tocca per primo

Il ministero del Lavoro ha stabilito l'ordine di priorità delle categorie da vaccinare negli ambienti di lavoro

Via libera al documento dell’Inail sulle procedure e le priorità per la somministrazione dei vaccini contro il Covid-19 in azienda. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha fatto sapere di aver individuato, insieme all’Istituto, al dicastero della Salute e alle Regioni le categoria in ordine di precedenza nel testo trasmesso ora ai governatori e che è tutto pronto per “avviare la campagna vaccinale, contestualmente alla disponibilità di dosi” negli ambienti di lavoro.

Covid, le regole dei vaccini in azienda: la prima fascia di priorità

Industrie alimentari, fabbricazione di articoli in pelle, attività di raccolta e smaltimento di rifiuti, oltre a trasporto marittimo e aereo, servizi postali, ristorazione, operatori turistici, attività di produzione cinematografica, commercio al dettaglio compresi i supermercati, sono alcune delle attività incluse nell’elenco alle quali appartengono circa 6 milioni e 840mila lavoratori con la massima priorità.

Di questi però oltre 4 milioni e 750mila hanno già ricevuto almeno la prima dose di vaccino perché rientranti nei criteri delle fasce di età o di esposizione al contagio.

Covid, le regole dei vaccini in azienda: la seconda e la terza fascia di priorità

Successivamente sarà il turno delle categorie con rischio inferiore come lavori di costruzione specializzati e di edifici, coltivazioni agricole, che nella maggior parte dei casi si svolgono all’aperto e che comprendono altri 6 milioni di occupati, dei quali circa 700mila già vaccinati. Tra queste attività anche le parrocchie, gli oratori, i monasteri e più in generale i luoghi di culto.

Per ultimi 5 milioni di lavoratori appartenenti ad esempio all’industria automobilistica. Attraverso queste liste il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo organizzerà la distribuzione delle fiale anti-Covid alle aziende di tutta Italia.

“Si inizia –  ha rivelato il ministro Orlando – da coloro che in questi mesi di emergenza sanitaria hanno contribuito a non far fermare il Paese nei settori essenziali: dai lavoratori del commercio al dettaglio e della grande distribuzione nel settore alimentare, agli addetti ai trasporti, dai lavoratori della ristorazione ai servizi alla persona”.

Il ministro ha spiegato che la ripartenza del Paese “corre se garantiamo anche ai lavoratori una protezione dal virus, mettendoli in sicurezza”, evidenziando inoltre che “le adesioni numerose da parte di aziende, imprese, attività private dimostrano che dai lavoratori e dagli imprenditori può arrivare un importante contributo per raggiungere gli obiettivi della campagna vaccinale“.

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Covid, le regole dei vaccini in azienda: a chi tocca per primo