Covid, focolaio in un’azienda di lavorazione carni di Trento: contagiati i dipendenti

L'Apss di Trento sta eseguendo indagini epidemiologiche per individuare tutti i contatti dei positivi e fermare la diffusione

Nella “Furlani Carni” di Trento è stato scoperto un focolaio da Covid-19 di 24 dipendenti. I positivi sono tutti sotto i 50 anni per la maggior parte asintomatici, secondo quanto riferito da Pierpaolo Benetollo, a capo dell’Azienda sanitaria locale, solo in tre o quattro presentano sintomi “lievi e sfumati”.

Covid, focolaio in un macello di Trento: le indagini dell’Apss

Nello specifico il contagio sarebbe partito dagli impiegati di una cooperativa esterna alla quale si appoggia l’azienda di lavorazione della carne.

L’Apss trentina sta predisponendo ulteriori verifiche tramite indagini epidemiologiche già in corso e la realizzazione di un centinaio di tamponi ai legami più stretti, tra conoscenti e parenti, dei lavoratori dell’azienda.

Il coronavirus si sarebbe diffuso con contagi avvenuti tutti fra dipendenti della ditta. Tra i positivi ci sarebbe anche un minorenne. La segnalazione all’Apss è partita dopo la comparsa di un paio di casi sospetti scoperti tramite l’esecuzione del tampone. A seguito di questi riscontri l’azienda sanitaria locale ha disposto un approfondimento epidemiologico che ha portato alla constatazione del focolaio tra i lavoratori infetti da Covid-19

L’Apss di Trento sta adesso cercando ricostruire i contatti avuti dai 24 dipendenti negli ultimi giorni con l’obiettivo di individuare e isolare al più presto eventuali altri positivi al coronavirus ed evitare così la diffusione del contagio al resto della popolazione.

Covid, focolaio in un macello di Trento: l’appello dei sindacati

Sul caso si sono espressi i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil del Trentino Elisa Cattani, Katia Negri e Fulvio Giaimo che hanno comunicato tutta la loro preoccupazione per il nuovo focolaio di contagi individuato all’interno di una cooperativa esterna che fornisce lavoratori alla ditta trentina “Furlani Carni”, e chiedono all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di rafforzare i sistemi di controllo e monitoraggio in tutti contesti lavorativi.

Tutte le sigle sindacali chiedono attraverso i loro rappresentati, che vengano effettuate delle verifiche per capire se il contagio sia avvenuto all’interno dello stabilimento e se vengano rispettati i protocolli di sicurezza, ipotizzando la possibilità che il virus si sia diffuso all’interno delle abitazioni condivise dai lavoratori appartenenti alla stessa comunità.

“Al di là del caso specifico, il settore della lavorazione delle carni è caratterizzato da pessime condizioni di lavoro, rese più semplici da appalti e sub-appalti all’interno di un’impresa. I lavoratori, il più delle volte giovani stranieri che non sempre conoscono l’italiano né contratti e diritti, dipendono da cooperative esterne che non sempre rispettano in modo scrupoloso le norme“, affermano, in una nota congiunta, i segretari dei sindacati.

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