Covid, chi è più a rischio contagio sul lavoro e dove ci si infetta di più

L'ultimo rapporto Inail definisce chiaramente l'identikit degli italiani che hanno contratto maggiormente il Covid al lavoro: donne del Nord che operano nella sanità

Quanto ci si ammala di Covid sul lavoro in Italia? L’Inail raccoglie dall’inizio della pandemia le segnalazioni che arrivano dalle aziende e dai dipendenti, giunte ormai a un numero sorprendente. Il coronavirus si è infatti diffuso in diversi settori, infettando maggiormente alcune categorie specifiche di lavoratori, causando anche diverse centinaia di vittime.

Covid, quanti contagi sul lavoro sono stati rilevati in Italia

Il rapporto rileva 175.323 contagi da Covid da gennaio 2020 a oggi. Si tratta di quasi un quarto di tutte le denunce di infortunio arrivate all’Istituto, e circa il 4,2% delle infezioni rilevate a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità. Nell’ultima versione documento i casi complessivi rilevati sono aumentati del 2%, con 757 positività nel mondo del lavoro solo a maggio.

A influire sul dato globale è stata in particolare la seconda ondata, quella del periodo compreso tra ottobre 2020 e gennaio 2021, che ha causato il 59,6% dei contagi. La prima ondata, tra marzo e maggio 2020 è invece responsabile del 29% dei casi. All’ultima ondata, tra febbraio e maggio 2021, è attribuito per ora l’8,4% delle infezioni.

Covid, quanti contagi sul lavoro hanno avuto esito mortale

Del totale ben 639 denunce di infortunio per Covid-19 hanno avuto esito mortale. Il mese con più vittime dopo un contagio sul lavoro è stato quello di aprile 2020, con il 30,2% di segnalazioni, seguito da marzo 2020, con il 21,4%. In questo caso è stata la prima ondata ad avere un impatto più significativo, con il 55% delle morti legate al virus.

Covid, donne più esposte ai contagi sul lavoro rispetto agli uomini

Le donne rappresentano il 68,8% dei contagi totali avvenuti sul lavoro, contro il 31,2% degli uomini. Per quanto riguarda i decessi, la tendenza è invece inversa. Sono 534 gli uomini morti per cause legate all’infezione da coronavirus contro 105 donne. La fascia tra i 50 e i 64 anni è quella con la più alta incidenza di decessi, il 72,3%.

Covid, al Nord molti più contagi sul lavoro rispetto al Sud

La maggior parte delle denunce di infortunio causa Covid rilevate dall’Inail riguarda il Nord, con Lombardia, Piemonte e Veneto in testa. Sono divise a livello nazionale come segue.

  • Lombardia 25,6%
  • Piemonte 13,3%
  • Veneto 10,6%
  • Emilia Romagna 8,3%
  • Lazio 6,5%
  • Campania 5,7%
  • Toscana 5,4%
  • Liguria 3,9%
  • Puglia 3,8%
  • Sicilia 3,1%
  • Friuli Venezia Giulia 2,4%
  • Marche 2,4%
  • Abruzzo 1,6%
  • Trento 1,6%
  • Bolzano 1,6%
  • Sardegna 1,5%
  • Umbria 0,8%
  • Calabria 0,7%
  • Basilicata 0,5%
  • Valle d’Aosta 0,5%
  • Molise 0,3%

Covid, operatori sanitari al primo posto tra le infezioni

A risultare particolarmente colpite dal Covid sono state alcune categorie specifiche di lavoratori, in particolare gli operatori sanitari, con gli infermieri al primo posto, e i professionisti dell’assistenza ai malati. Nell’ultimo periodo, grazie anche alle vaccinazioni, è però in crescita la categoria “Altro” rispetto a quelle che riguardano la sanità.

  • Tecnici della salute (infermieri, ostetrici, fisioterapisti, ecc.) 37,7%.
  • Professionisti dei servizi sanitari (oss, massaggiatori, ecc.) 18,5%.
  • Medici 8,6%.
  • Professionisti dei servizi personali (badanti, baby sitter, animatori) 7%.
  • Impiegati di segreteria 4,8%.
  • Personale dei servizi di pulizia 2,3%.
  • Autisti di veicoli a motore e trazione animale 1,3%.
  • Lavoratori del settore della vigilanza 0,9%.
  • Addetti al controllo di documenti e postini 0,9%.
  • Dirigenti della Pubblica amministrazione 0,8%.
  • Lavoratori del settore della ristorazione 0,8%.
  • Insegnanti di scuola primaria e pre-primaria 0,7%.
  • Impiegati addetti agli sportelli bancari 0,7%.
  • Commessi 0,7%.
  • Addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela 0,6%.
  • Altro 9,4%.

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