Covid, contagi e decessi al lavoro: in quali settori ci si ammala di più

Il rapporto Inail sui casi di Covid-19 e i decessi legati alla malattia registrati sul luogo di lavoro dall'inizio della pandemia

Sono stati 185.633 i contagi e 797 i morti per il Covid-19 sul lavoro dallo scoppio dell’epidemia in Italia. I numeri sono forniti dal 22esimo monitoraggio nazionale dell’Inail, aggiornato al 30 novembre, sui casi di infezione da Sars-Cov-2 di origine professionale. Come emerge dall’ultimo report, in confronto ai primi 11 mesi del 2020, i contagi denunciati da gennaio a novembre di quest’anno negli ambienti di lavoro sono in calo del 69,5%.

Covid, contagi e decessi a lavoro nel rapporto Inail: numeri in calo

Un fenomeno in continua diminuzione da febbraio di quest’anno, nonostante un leggero incremento del +1,4% rispetto al monitoraggio precedente di fine ottobre, con 2.486 infezioni in più, delle quali 1.525 avvenute a novembre, 425 a ottobre, 62 a settembre e 67 ad agosto, con le restanti 407 relative agli altri mesi del 2021 e al 2020 (qui abbiamo parlato di cosa rischia chi nasconde il contatto con un malato a lavoro).

È nel primo anno di pandemia che si concentrano buona parte dei casi di Covid-19: 148.391 ovvero il 79,9% delle segnalazioni inviate all’Inail, con i mesi di novembre e marzo a rappresentare i picchi, per rispettivamente 40.621 e 28.684 denunce mensili (qui il report Inail dell’anno passato aggiornato a ottobre)

Per quanto riguarda i decessi legati al Covid-19, i 797 registrati finora da gennaio 2020 rappresentano un quarto di tutti gli infortuni con esito mortale sul luogo di lavoro. Anche in questo caso si tratta di una tendenza in calo nel 2021 del 50,7%, pari a 234 morti, dato che il 70,6% delle vittime da Covid di origine professionale (563) è concentrato nei primi 11 mesi dell’anno passato, con un rapporto di 7 su 10 (qui abbiamo scritto del risarcimento in caso di infortunio sul lavoro con esito mortale).

Covid, contagi e decessi a lavoro nel rapporto Inail: generi e fasce d’età

La maggior parte dei casi mortali riguarda gli uomini (82,7%) e i lavoratori nelle fasce di età 50-64 anni (71,4%), over 64 anni (18,6%) e 35-49 anni (9,4%), mentre tra gli under 35 si registra solo lo 0,6% dei morti.

Sono invece le donne ad essere più contagiate, sul totale dei casi registrati a lavoro, per il 68,3% delle denunce, nelle quali le lavoratrici superano in percentuale la controparte maschile in tutte le regioni, tranne in Calabria, Campania e Sicilia (rispettivamente al 48,7%, 46% e 44,3%).

In generale l’età media dei contagiati è di 46 anni per entrambi i sessi (per il 42,4% la classe 50-64 anni) mentre è di 59 anni per i deceduti (57 per le donne, 59 per gli uomini).

Covid, contagi e decessi a lavoro nel rapporto Inail: regioni e province

A livello territoriale, le denunce di Covid-19 sul lavoro dall’inizio dell’epidemia provengono in maggioranza dal Nord-ovest con il 42,2%, il 25% dalla Lombardia, per il 24,6% dal Nord-Est (con il Veneto al 10,5%), per il 15,3% dal Centro (Lazio al 6,7%), per il 12,9% dal Sud (Campania per il 5,9%) e per il 5,% dalle Isole (Sicilia 3,4%).

Su fronte delle province è Milano ad avere registrato più contagi a lavoro, con il 9,6% dei casi, seguita da Torino (6,9%), Roma (5,4%), Napoli (4,0%), Brescia e Varese (2,5% ciascuna) e via via tutte le altre.

Ma dal punto di vista dri decessi da Covid-19 di origine professionale è Napoli a rilevarne di più, con il 7,9% del totale, poi Roma (7,8%), Milano (6,5%), Bergamo (6,4%), Brescia e Torino (4,0% ciascuna). Complessivamente l’Inail ha registrato il 36,3% delle vittime nel Nord-ovest, il 26% al Sud, il 18,3% al Centro, il 12,8% al Nord-est e il 6,6% nelle Isole.

Covid, contagi e decessi a lavoro nel rapporto Inail: i settori più colpiti

Prendendo in considerazioni i settori (qui abbiamo scritto del focolaio registrato in punto vendita Apple), ad essere più colpite dall’inizio dell’epidemia sono inevitabilmente le attività sanitarie e assistenziali, con il 64,8% dei contagi e il 22,4% dei decessi registrati per Covid-19 nelle quali sono compresi gli ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili.

Segue l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), con il 9,2% dei contagi e il 10,4% dei casi mortali.

Secondo per numero di decessi con il 12,9% del totale è per il settore di noleggio e servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il trasporto e magazzinaggio.

Covid, contagi e decessi a lavoro nel rapporto Inail: i le professioni più colpite

Scendendo più nel dettaglio delle professioni, più di un quarto dei decessi (26%) riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale, con la categoria dei tecnici della salute al primo posto con il 37,3% delle denunce complessive, l’82,6% delle quali relative a infermieri, e il 9,7% dei casi mortali codificati. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 18,1% delle denunce (e il 3,8% dei decessi), i medici con l’8,5% (e il 5,1% dei decessi), gli operatori socio-assistenziali con il 6,8% (e il 2,6% dei decessi) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliario, portantino, barelliere) con il 4,7% (e il 3,3% dei decessi).

Le altre categorie di lavoratori più colpite sono gli impiegati amministrativi, con il 4,7% delle denunce e il 10,0% dei casi mortali, gli addetti ai servizi di pulizia, con il 2,3% dei contagiati e il 2,4% dei deceduti, e i conduttori di veicoli, con solo l’1,3% dei contagi ma ben il 7,8% dei decessi.

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