Big Tech, cosa hanno deciso Google e Facebook sui lavoratori non vaccinati

Entro settembre l'azienda del social con più iscritti intende ripristinare il lavoro in presenza al 50%

Quando si parla di aziende, sono le Big Tech a fare la parte del faro. Con il termine “Big Tech” si indicano le cinque multinazionali più importanti che operano nel settore dell’IT (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Si tratta di Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft. Al netto delle comuni criticità, che riguardano, ad esempio, l’elusione fiscale e gli abusi socio politici, è pur vero che l’organizzazione del lavoro e le scelte di management dei cinque colossi dell’informatica fanno scuola.

Cosa ha deciso Facebook sull’obbligo vaccinale per i lavoratori

Anche l’azienda proprietaria del social network con maggior numero di iscritti deve naturalmente confrontarsi con l’emergenza Covid. E allora, dato il ruolo di apripista, viene spontaneo chiedersi come si comporterà il fondatore Mark Zuckerberg con eventuali antivaccinisti tra i dipendenti. La risposta è appena arrivata da un portavoce della società.

Negli Stati Uniti è in aumento la variante Delta. Per questo motivo, il presidente Usa Joe Biden ha previsto, per chi è occupato negli uffici federali, l’obbligo di vaccinazione per poter lavorare in presenza. Il piano del numero uno del governo, in Facebook, è però già una realtà: per potersi sedere alla propria scrivania di Menlo Park, in California, è infatti necessario essere vaccinati.

Si tratta proprio di un obbligo, che riguarda appunto l’aver ricevuto l’inoculazione per poter accedere al lavoro in presenza. L’avvenuta vaccinazione dovrà essere dimostrata dai membri del personale, tramite un certificato. Per chi è impossibilitato a ricevere la puntura sono previsti protocolli particolari, mentre la disposizione, che vale per i campus nordamericani, dovrà pur sempre essere modulata a seconda del paese in cui si trovano, invece, le filiali.

Cosa ha deciso Facebook sul lavoro da remoto e qual è il futuro dello smart working

Nei piani della compagnia c’è il ritorno al lavoro in presenza per il 50% dei dipendenti entro settembre, una quota che salirà al 100% nel mese di ottobre. Allo stesso tempo, Facebook ha offerto ai dipendenti la possibilità di candidarsi al lavoro agile in via permanente allo smart working e lo stesso management ha dichiarato di aspettarsi che, da qui a 10 anni, la metà dei lavoratori prenderà servizio dalla propria abitazione.

Facebook non è sola nella decisione riguardante l’obbligo vaccinale in presenza. Sulla stessa scia si muovono Google e Apple. In particolare, il chief executive officer of Alphabet, che controlla Google, ha spiegato ai dipendenti che vaccinarsi è uno dei modi più importanti per tutelare se stessi e la comunità nei mesi di rientro al lavoro.

Nonostante le limitazioni del Covid, a Menlo Park si sono dati da fare: su Facebook è ad esempio arrivata una funzione per i pagamenti. Qui come si usa. Sui profili è di recente anche apparso un nuovo banner: ecco come si usa.

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