Utet chiude i battenti: il Coronavirus si porta via anche la più antica casa editrice italiana

La storica casa editrice torinese chiude i battenti, complice il Covid che ha peggiorato fortemente una situazione già difficile. Resta in piedi solo Utet Libri

Non ce l’ha fatta a sopportare il peso della pandemia, e di un Paese sempre meno attento alla cultura e alla difesa delle sue radici più profonde. Anche Utet, storica casa editrice torinese, chiude i battenti. Era la più antica casa editrice italiana.

La celebre casa editrice era nata a Torino addirittura nel 1791, dall’attività dei librai Fratelli Pomba. Giuseppe Pomba trasformò la piccola bottega di famiglia in un’impresa editoriale e tipografica. Utet, acronimo di Unione Tipografico-Editrice Torinese, come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, prese vita nel 1854.

Utet, dalle Grandi opere ai Classici

Affermatasi definitivamente negli anni ’30, Utet si specializza nelle “Grandi opere“, tra le quali spiccano il Grande dizionario enciclopedico fondato da Pietro Fedele, il Grande dizionario della lingua italiana fondato da Salvatore Battaglia, il Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti diretto da Alberto Basso. Tantissimi italiani hanno in casa la Biblioteca Popolare, la Storia Universale di Cesare Cantù, l’Enciclopedia Popolare.

Accanto alle enciclopedie spiccano i “Classici”, che costituiscono una raccolta amplissima dei testi fondamentali del pensiero umano in tutti i campi, dalla letteratura italiana, latina, greca alla filosofia, dal pensiero politico a quello religioso, scientifico, storiografico e pedagogico. Poi arrivano le specializzazioni in campo giuridico, della medicina e delle scienze tecniche.

La storia di Utet

A cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, la casa editrice attraversa un periodo di forte espansione. Nel 1985 viene costituita la consociata Utet Libreria, nel 1988 nasce Utet Periodici Scientifici e nel 1990 viene acquisita la casa editrice Petrini. Nel 1995, in partnership con Messaggerie Italiane, viene acquisita Garzanti Editrice, della quale Utet manterrà poi il pieno controllo nel settore delle vendite rateail (Garzanti Grandi Opere), delle opere linguistiche (Garzanti Linguistica) e della scolastica (Garzanti Scuola).

Nel 2002 Utet viene acquisita dal Gruppo De Agostini, che detiene ancora oggi la proprietà di Utet Libri, mentre Utet Grandi Opere era stata ceduta nel 2013 a FMR Art’, di proprietà di Cose Belle d’Italia. Poi via via il brand perde peso e viene spezzettato.

Le cause della fine

Prima il ridimensionamento della rete commerciale, con i venditori passati dai 70 del 2017 ai 33 del 2019, con un “sensibile” calo della percentuale di nuovi clienti acquisiti, poi lo stop del credito da parte delle banche e infine il Coronavirus che ha reso di fatto impossibile la vendita porta-a-porta.

Il fallimento riguarda soltanto la Utet Grandi Opere, come spiegato sul profilo Twitter della stessa casa editrice. “Siamo davvero molto dispiaciuti per Utet Grandi Opere ma ci teniamo a precisare che la notizia non riguarda Utet Libri. Noi continuiamo e continueremo a pubblicare come prima”.

Una situazione economica per nulla semplice quella di Utet. 1,9 milioni di euro di rosso nel 2016 a fronte di ricavi per 13,3 milioni, 1,3 milioni un anno dopo, 1,7 milioni nel 2018 e ben 4 milioni di disavanzo a fine dello scorso anno, con un fatturato che arrivava a poco più di 5 milioni.

Già a fine marzo la proprietà ne aveva chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Milano, che attraverso vari decreti aveva concesso un proroga per la presentazione del piano di ristrutturazione, ma l’8 ottobre scorso Utet Grandi Opere ha anticipato i tempi, rinunciando alla domanda di concordato, perché non più “nelle condizioni di poter provvedere al relativo deposito”.

Oggi, il Tribunale di Milano ha decretato il fallimento qualche giorno fa della Utet Grandi Opere Spa, la società che da inizio anni ’90 ne costituiva la sezione di punta.

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