Scuola, al via i corsi per i referenti Covid: ogni istituto dovrà averne uno

Si parte il 28 agosto, a ricoprire questo ruolo potrà essere lo stesso dirigente scolastico: di cosa si occuperà

Mancano circa tre settimane all’inizio del nuovo anno scolastico, previsto il 14 settembre, e il protocollo sanitario su cui stanno lavorando il Ministero dell’Istruzione, il Comitato tecnico scientifico e i sindacati di settore prevedono che ogni istituto abbia obbligatoriamente la figura del referente Covid. Per supportare la scuola e i medici curanti di studenti e docenti, infatti, il Dipartimento di prevenzione ha bisogno di identificare una persona che faccia da collante tra la scuola e la medicina di comunità.

Referente Covid in ogni scuola: di cosa si occuperà

Il referente Covid sarà l’intermediario tra la scuola e gli infermieri, gli assistenti sanitari, i dottori che avranno bisogno di confrontarsi con l’istituto in cui è presente un caso sospetto di coronavirus. Il referente sarà anche un punto di riferimento del medico che ha in carico il paziente. A ricoprire questo ruolo potrà essere lo stesso preside. Servirà comunque identificare anche un sostituto, in caso di assenza del ‘titolare’. La formazione avverrà attraverso la piattaforma dell’Iss, sono previsti tra i 50 mila e i 100 mila utenti, tra il 28 agosto e il 31 dicembre, quindi ad anno scolastico in corso.

Nell’istituto, inoltre, si dovrà individuare anche un addetto nel personale scolastico che, in caso di necessità, misuri la temperatura corporea di studenti o operatori scolastici attraverso termometri che non prevedano il contatto: gli istituti, quindi, dovranno reperire questi termoscanner prima della riapertura. La misurazione della temperatura degli alunni, comunque, spetterà ai genitori.

Classe in quarantena, a chi spetta la decisione

Nel caso in cui un alunno risulti positivo al coronavirus, a decidere se mettere o meno l’intera classe in quarantena non sarà il referente Covid, bensì il Dpd. La chiusura di una scuola, o di una parte, dovrà essere stabilita in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. Resta il fatto che un singolo caso non dovrebbe portare alla chiusura.

Inoltre, il Ddp potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici a scuola. Nel caso in cui un alunno o un operatore scolastico non abbiano avuto contatti diretti con il paziente positivo, allora non sarà obbligato a osservare un periodo di isolamento. La scuola, infine, deve stabilire con il Ddp un protocollo nel rispetto della privacy, per avvisare i genitori degli studenti contatti stretti. Non dovrà diffondere alcun elenco di contatti stretti o di dati sensibili nel rispetto della Gdpr 2016/679 EU e alle prescrizioni del garante (dlgs 10 agosto 2018, n 101), fornendo le informazioni solo al Ddp che avrà il compito di informare, insieme al preside, le famiglie degli studenti entrati in contatto con la persona positiva.

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