Turismo, secondo gli albergatori alcuni Paesi stanno boicottando l’Italia

Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi di Roma, alcune nazioni con migliaia di contagi giornalieri starebbero facendo concorrenza sleale

Il coronavirus rappresenta un’emergenza sanitaria, ma è anche la causa del terremoto economico che sta mettendo a dura prova il Pil di molti Paesi. Le strategie per salvare alcuni settori sono tante e, talvolta, sembrano essere poco ‘sportive’. È quanto denuncia Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi di Roma, che parla di un vero e proprio boicottaggio del turismo nei confronti dell’Italia da parte delle altre nazioni.

Turismo, i Paesi che boicottano l’Italia secondo gli albergatori

Secondo Roscioli, dall’avvento del coronavirus c’è una tendenza a sparare a zero sull’Italia. Un boicottaggio di un settore già in crisi nera. Una tendenza che mette in risalto gli aspetti negativi degli altri, all’estero, per incentivare le vacanze all’interno. Il nostro Paese è una delle mete turistiche più ambite e dunque parlare di aumento incontrollato di casi non fa altro che minarne la leadership.

Secondo Federalberghi, però, le statistiche dicono altro: dunque quelle rilanciate dai media stranieri “sono bugie grossolane che non trovano riscontro nei numeri. È marketing”. La sensazione degli albergatori italiani è che ci sia anche una campagna mediatica contro di loro, inaugurata a giugno dall’Economist, che raccontando le difficoltà del Paese nell’attrarre turisti dopo la prima ondata della pandemia pubblicava una foto in bianco e nero di una barca solitaria che lascia Portofino.

Poi un altro quotidiano britannico, il Telegraph, che parla di un Italia a rischio 1.000 contagi in 24 ore e la paura crescente in Europa per una seconda ondata. Dunque Le Point, settimanale francese, che paragona la situazione italiana a quella transalpina, nonostante a Parigi e dintorni si viaggi ormai sui quasi 5 mila casi al giorno (quattro volte in più dell’Italia). Un sentimento di avversione che arriva anche dagli Stati Uniti, con l’emittente Fox News che dà risalto ai mille casi italiani mentre negli States gli ospedali ne contano oltre 36 mila in un giorno.

Coronavirus, i numeri reali in Europa: Italia tra gli ultimi

Un’agenzia comunitaria, lo European Centre for Disease Prevention and Control, elabora giornalmente un rapporto che analizza i contagi degli ultimi 14 giorni in Europa in rapporto agli abitanti. Sui 31 Paesi analizzati, solo 7 hanno numeri più bassi rispetto all’Italia. Questo, quindi, dà sostegno alla tesi di Federalberghi.

Se da noi, nelle ultime due settimane, i contagi sono stati 14,5 ogni 100 mila abitanti, in Spagna si è superata quota 152 (10 volte tanto), in Francia 67 (quasi 5 volte di più). Tra le due nazioni ci sono Malta (122), Lussemburgo (96) e Romania (86). Quindi, a seguire, la Croazia (63), il Belgio (59), l’Olanda (45), la Svezia e l’Austria (36), la Repubblica Ceca (33), il Liechtenstein (31), l’Islanda e la Danimarca (29), il Portogallo e la Grecia (28), la Polonia e la Bulgaria (26), l’Irlanda (25), il Regno Unito (22), Cipro e la Germania (20), la Slovenia (19) e l’Italia (14).

Alle nostre spalle, invece, solo Slovacchia, Norvegia e Lituania (13), Estonia (9), Finlandia (5), Ungheria (4) e Lettonia (2).

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