Congedo di paternità, come funziona l’aiuto Inps 2020 per i neo papà

Tutte le novità della Legge di bilancio 2020 relative al congedo obbligatorio e facoltativo per i padri lavoratori dipendenti

Come funziona il congedo parentale per i papà nel 2020? La Legge di bilancio 2020 ha stabilito che le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, introdotte in via sperimentale nel 2012, vengano applicate anche alle nascite e alle adozioni e agli affidamenti avvenuti nel 2020.

Quanto dura il congedo per i papà

La durata del congedo obbligatorio per il 2020 è stata aumentata a sette giorni, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione o affidamento nazionale o internazionale) del bambino.

Ora, una proposta del Partito democratico nell’ambito di Next Generation Ue vorrebbe portare il congedo obbligatorio per i papà a 3 mesi. Intanto, una direttiva Ue non ancora recepita dall’Italia ha previsto nel 2019 che il genitore secondario (solitamente il papà) abbia l’obbligo di astenersi dal lavoro per 10 giorni.

Il congedo del padre si configura come un diritto autonomo e quindi è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio.

Per quanto riguarda le nascite e le adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2019, i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a cinque soli giorni di congedo obbligatorio, anche se ricadenti nei primi mesi del 2020.

Come funziona il congedo facoltativo

Inoltre, è stata prorogata anche per quest’anno la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

La fruizione, da parte del padre lavoratore dipendente, del congedo facoltativo, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire dello stesso numero di giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo post partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre.

Questo congedo facoltativo è fruibile dal padre anche contemporaneamente all’astensione della madre. Anche questo dovrà essere fruito dal padre comunque entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio, indipendentemente dal termine ultimo del periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre a fronte di una preventiva rinuncia di quest’ultima di un equivalente periodo. Il congedo facoltativo spetta anche se la madre, pur avendone diritto, non si avvale del congedo di maternità.

Chi deve richiederlo e chi no

Per quanto riguarda le modalità di presentazione della domanda, sono tenuti a presentare domanda all’Inps solamente i lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’INPS stesso.

Nel caso in cui invece le indennità siano anticipate dal datore di lavoro, i lavoratori devono comunicare in forma scritta al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo di paternità, senza necessità di presentare domanda all’Istituto. In quest’ultimo caso, infatti, il datore di lavoro comunica all’INPS le giornate di congedo fruite, attraverso il flusso Uniemens.

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