Congedi parentali, arriva la proroga: fino a quando e come chiederli

La scadenza della misura riconosciuta ai genitori è stata rinviata nel decreto fiscale al 31 dicembre

I genitori che dovranno accudire i figli a casa in quarantena potranno continuare a usufruire dei congedi parentali fino a fine anno. La misura prevista durante l’epidemia per dare una risposta ai papà e alle mamme costretti ad assentarsi dal lavoro così da non lasciare i bambini ammalati da soli a casa, è stata prorogata con il decreto fiscale fino al 31 dicembre, data che sancisce la fine dello stato di emergenza.

Congedi parentali, arriva la proroga: a chi spetta

Il dl collegato concede al lavoratore dipendente che sia genitore di figlio convivente minore di anni 14, alternativamente all’altro genitore, il diritto di astenersi dal lavoro.

Il periodo di assenza riconosciuto dalla norma può coincidere per tutta la giornata o per alcune ore alla durata:

  • del periodo di sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio;
  • dell’infezione da SARS-CoV-2 del figlio;
  • della quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente dopo contatto con persona affetta ovunque avvenuto (qui come funziona la modalità oraria)

Secondo quanto stabilito dalla legge n. 104/1992  i genitori di persone disabili, hanno il diritto ad astenersi dal lavoro in caso di malattia del figlio senza limiti d’età, così come in circostanze di quarantena, sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza o chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale.

Durante l’assenza da lavoro per questi motivi al lavoratore verrà corrisposta un’indennità del 50% dello stipendio, sulla base della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile appena terminato. Allo stesso modo è garantita la contribuzione figurativa (ne avevamo parlato in questo articolo).

Congedi parentali, arriva la proroga: genitori di figli dai 14 ai 16 anni

Per quanto riguarda padri e madri di figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, hanno il diritto a mantenere il posto di lavoro senza essere licenziati, in caso di necessità di stare a casa, sempre in alternativa all’altro genitore, ma in questo caso non avranno accesso alla retribuzione, né all’indennità e neppure al riconoscimento della contribuzione figurativa.

I soggetti che hanno già fatto ricorso ai congedi parentali previsti dagli articoli 32 e 33 del TU dlgs n. 151/2001, che però non sono né indennizzati né computati a titolo di congedo parentale, dall’inizio di questo anno scolastico fino alla data di entrata in vigore del decreto, possono anche convertirli con quelli previsti nel decreto fiscale, su domanda, durante i periodi di quarantena, infezione da Covid 19 o sospensione dell’attività didattica del figlio, con diritto all’indennità del 50%(qui la procedura online per richiederla e come fare).

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