Cambiano i concorsi: Spid o Pec obbligatori, test su tablet

Tante le novità previste, dall'iscrizione alle domande 'situazionali' per valutare le soft skill fino agli orali in videochiamata

La riforma della pubblica amministrazione è una delle richieste dell’Europa per erogare i soldi del Recovery Fund. Il progetto di Fabiana Dadone è incentrato sull’innovazione, a partire dallo smart working ma soprattutto dai concorsi. La ministra ha annunciato che non saranno più solamente nozionistici, ma valuteranno anche soft skill e capacità di lavorare in gruppo. Le novità sono tantissime e non si fermano solo ai contenuti dei test:

  • stop raccomandate: per iscriversi ai concorsi serviranno Pec o Spid;
  • basta carta: le prove scritte si svolgeranno su tablet;
  • nuovi test: oltre alle domande nozionistiche anche quelle ‘situazionali’ per valutare le soft skill;
  • sede addio: i candidati non potranno scegliere la città in cui lavorare, i concorsi saranno regionali e i Comuni inviteranno i vincitori in base alla graduatoria;
  • prove locali: spostamenti limitati, gli orali si potranno tenere in videochiamata;
  • più peso alla laurea: il primo bando digitale pubblicato nelle scorse settimane ha dato peso solo alla laurea, escludendo i corsi di formazione.

Spid o Pec per partecipare ai concorsi

Stop alla carta a partire dall’iscrizione. A breve non sarà più possibile farlo con una lettera raccomandata: i candidati dovranno obbligatoriamente avere una Pec oppure lo Spid. L’intenzione del governo è poi quella di consentire la partecipazione ai concorsi sostenendo le prove su tablet. Non solo verrà scongiurato il rischio che un candidato possa copiare da un altro, visto che basterà invertire l’ordine delle domande, ma le graduatorie si formeranno quasi in tempo reale, consentendo di ridurre notevolmente le attese.

Concorsi, come saranno giudicate le soft skill (e cosa sono)

L’emergenza Covid ha sdoganato lo smart working, così come le videochiamate in ambito lavorativo. Una modalità che piace anche alla ministra Dadone: l’idea, per sveltire le procedure, è quella di effettuare gli orali in video-conferenza con i candidati convocati in sedi controllate, senza costringerli a lunghi viaggi. L’obiettivo è ridurre la durata media di un concorso da 36/48 mesi (quindi fino a 4 anni) a 18 mesi. Collateralmente, si sta pensando a un portale unico che racchiuda tutti i concorsi italiani.

Quello che è certo è che dal prossimo concorso di agosto, che prevede l’assunzione di oltre 1.500 persone nel Comune di Roma, cambierà anche la struttura delle domande scritte. Accanto a quelle attitudinali e a quelle specifiche che compongono i menù attuali spunteranno anche domande ‘situazionali’, atte a giudicare le soft skill. Si tratta di domande sulle attitudini dei candidati, come ad esempio coordinare un team. Le aziende private ne fanno ampio uso: ora faranno parte delle prove scritte.

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