Conbipel in crisi a causa del Covid: rischio chiusura

Un altro marchio storico italiano si unisce ai tanti brand della moda in crisi a causa del Covid-19

Anche Conbipel si aggiunge alla lista dei brand messi in ginocchio dalla crisi dovuta al Covid-19. Il marchio fondato nel 1958 ha presentato domanda di concordato preventivo nel marzo scorso e immediatamente la società ha sondato il campo per la cessione, che inizialmente sembrava potesse interessare a tre diversi possibili acquirenti, ma alla fine è stata fatta chiesta l’amministrazione straordinaria.

La Conbipel in crisi a causa del Covid: la richiesta di amministrazione straordinaria

L’investitore su cui sindacati e lavoratori avevano riposto molte speranze, non ha completato l’offerta, come si legge dalle parole di Mario Galati, Segretario generale Filcams Cgil Asti: C’è forte preoccupazione tra i lavoratori ed era molto grande la speranza su questo investitore. Come sindacato, ci preoccupa la parziale vendita dell’azienda e lo spacchettamento dei negozi. Sicuramente, non appena si sarà insediato il commissario, chiederemo un incontro urgente”.

La decisione ultima è stata presa dopo un incontro tra l’attuale proprietà e i sindacati, dal quale si è capito come non ci fossero concrete possibilità di vendita, a partire dalla trattativa a settembre con il gruppo turco Çağla Tekstil.

Adesso il prossimo passo sarà entro 30 giorni la nomina di un commissario, il quale a distanza di un mese presenterà un piano per il futuro della catena. Il timore delle sigle sindacali è che si verifichi la cessione parziale della rete di vendita o, peggio, la liquidazione della società con la chiusura dell’attività.

La Conbipel in crisi a causa del Covid: la storia

Con 160 negozi in tutta Italia e oltre 1200 dipendenti, l’azienda oggi dà il lavoro a 433 persone in Piemonte, di cui 169 negli uffici di Cocconato, 85 nei magazzini e 22 nei negozi.

Conbipel nasce 60 anni fa da una piccola azienda artigianale produttrice di accessori di pelletteria. Nel corso della sua storia il marchio ha allargato la rete dei negozi diventando popolare anche attraverso grazie a importanti campagne pubblicitarie soprattutto negli anni ‘80 e ‘90.

Un marchio italiano storico della moda che sta facendo i conti con la crisi dovuta al Covid-19, dopo che anche la statunitense Gap ha annunciato la chiusura di tutti i negozi in Europa, o ad esempio come la francese Naf Naf, in amministrazione controllata dal 15 maggio, passato al fornitore turco Sy International che ridimensionerà il numero dei negozi.

A inizio mese è fallito un altro brand italiano, la Rifle, una delle firme storiche del jeans nostrano, nata nel 1958 dai fratelli Giulio e Fiorenzo Fratini che in North Carolina, nella fabbrica della Cone Mills, scoprirono il tessuto denim è stata per decenni un’icona della moda italiana.

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Conbipel in crisi a causa del Covid: rischio chiusura