Nei colloqui di lavoro ora spunta la domanda che non ti aspetti

La pandemia ha cambiato anche le domande dei colloqui: ecco quella che sembra essere ormai la più diffusa tra i selezionatori prima dell'assunzione

La pandemia ha cambiato il mondo del lavoro, ma sin dal primo atto: la ricerca. Secondo gli head hunter di Adami & Associati, infatti, l’emergenza sanitaria ha rivoluzionato tutto, e un segnale in tal senso emerge sin dalle modalità di colloquio. Secondo gli esperti, infatti, la pandemia ha ‘introdotto’ una domanda inaspettata fino a qualche tempo fa.

Colloquio, la domanda inaspettata (a causa della pandemia)

Oltre al curriculum, oltre alla lettera di presentazione e alle competenze, una nuova domanda ha iniziato a fare la sua comparsa sempre di più nei colloqui degli ultimi tempi: “Come ha vissuto i mesi di lockdown?“. Oppure, la sua rielaborazione: “Cosa ha fatto durante la pandemia per migliorare la sua situazione professionale o personale?“.

Lo ha rivelato Carola Adami, fondatrice della società di head hunter ‘Adami & Associati’, che ha svelato le ultime tecniche di reclutamento. Ma come rispondere a questo tipo di domande. Secondo lei non è importante tanto il contenuto quanto il modo, dato che la pandemia è stata inaspettata per tutti e nessuno era di fatto preparato.

Le risposte ‘giuste’ che si possono dare sono quindi diverse: dall’aver imparato una nuova lingua a chi si è preso cura delle piante o dell’orto, ma anche l’essersi spesi per mantenere vivo il rapporto con i colleghi. L’importante, secondo la Adami, è essere sinceri.

In sostanza, affrontare un colloquio di lavoro in questo periodo storico potrebbe essere assai diverso rispetto al passato: è bene arrivare preparati per dare la miglior impressione possibile di sé, soprattutto alle prese con una difficoltà enorme, globale ma non solo, come la pandemia. Anche perché sono cambiate anche tante altre cose nel mondo del lavoro a causa dell’emergenza sanitaria.

Quali sono i lavori più cercati e richiesti nel 2021

Secondo un’indagine dell’Osservatorio di Manpower Group, l’inizio del 2022 dovrebbe portare in dote una spinta notevole per quel che riguarda le assunzioni, con un +22% nel primo trimestre, grazie soprattutto a due settori: quello della finanza e quello immobiliare. Ecco quali dovrebbero essere i lavori più richiesti in Italia nel 2022 secondo la previsione contenuta nel rapporto Excelsior, richiesto da Unioncamere e Anpal: il prossimo anno ci saranno 2,5 milioni di nuovi occupati, fra dipendenti e liberi professionisti. La richiesta, perlopiù, sarà quella per lavori altamente specializzati. Ecco alcuni esempi:

  • imprese digitali: cercheranno personale con competenze matematiche, informatiche e digitali, soprattutto data scientist ed esperti di sicurezza informatica e IA;
  • professionisti ‘green‘ per ricalibrare la produzione delle aziende;
  • private banker nel mondo della finanza;
  • Data Protection Officer per proteggere i dati personali;
  • UX Designer;
  • Chief Happiness Officer o Manager della felicità: dovranno creare soluzioni che soddisfino i dipendenti;
  • Growth Hacker: viene definita l’occupazione più richiesta e meglio pagata del futuro, dovrà occuparsi di far crescere la sua azienda. Le sue competenze spaziano dall’informatica al marketing, ma deve anche saper gestire i canali social (a proposito di competenze, ecco cosa non devi assolutamente sbagliare nel tuo curriculum: la guida);
  • Cloud Architect o Cloud Engineer: si occupa di creare ambienti cloud adattabili al business di un’impresa;
  • Resilience manager: si occupa di coesione del team, al fine di renderlo più resiliente in caso di crisi;
  • Broadband Architect: intreccia format e app per tarare la comunicazione online e offline di un’azienda.

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