Chiude colosso del food in Italia: in 540 a casa, non si potrà più fare la spesa

La società tedesca di consegna cibo a domicilio, che aveva vissuto un vero boom in piena pandemia, si trova ora costretta a chiudere i battenti anche in Italia

Un futuro incredibile che sembrava già segnato, e invece ora la svolta. Il colosso del food delivery Gorillas chiude i battenti in Italia. Tedesca di nascita (è stata fondata a Berlino nel 2020), la startup aveva fatto registrate fino a qualche mese fa una crescita record, tanto da espandersi molto rapidamente sul mercato europeo, dove in meno di due anni, complice anche la pandemia del “tutti a casa”, le avevo permesso di sbarcare in Francia, Regno Unito, Olanda, Danimarca e anche in Italia.

Cos’è Gorillas e dove è presente in Italia

E’ stata una delle prime startup europee a lanciarsi nel settore della consegna della spesa a casa, ed è cresciuta fino a oltre 10mila dipendenti. Finora aveva raccolto 1,3 miliardi di dollari in finanziamenti in venture capital, da grandi nomi come Tencent, DST Global, Coatue e Delivery Hero. Una crescita continua anche grazie ai finanziamenti raccolti presso gli investitori, con l’ultimo round che si aggirava attorno alla cifra stratosferica di 290 milioni di dollari.

Il servizio nel nostro Paese è presente in 5 città, e ora chiuderà: Milano, Roma, Torino, Bergamo e Firenze.

Ma Gorillas non è come tutti gli altri delivery, perché punta anche a promuovere uno stile di vita più consapevole. La bici come mezzo ecologico in primis, ma anche la scelta accurata dei prodotti venduti. L’azienda prende frutta e verdura da produttori locali, investe nel territorio locale e nella filiera corta, per assicurare qualità e freschezza. Punta al concetto di prossimità e comunità, e cerca di evitare la plastica il più possibile.

Food delivery intelligente e green

Ma soprattutto al centro c’è la sostenibilità. “Con la consegna su richiesta vogliamo cambiare il modo in cui le persone fanno la spesa. L’obiettivo è far abituare tutti a comprare solo quello che serve, e non ad accumulare, per arrivare così a diminuire il nostro spreco di cibo”.

Ricevere la spesa a casa consegnata da un biker abbatte sensibilmente le emissioni che produrremo andando tutti in auto a fare la spesa. Scegliere e usare dei magazzini strategicamente localizzati in città aiuta a liberare il territorio da gigantesche strutture edificate per costruire supermercati e parcheggi, scrivono gli inventori di Gorillas nel loro manifesto.

I tagli ai dipendenti e poi la chiusura

Ma questa filosofia green non è bastata. I primi segnali di difficoltà sono arrivati circa un mese fa nella sede centrale di Berlino, dove la startup si è trovata costretta a dimezzare di punto in bianco i dipendenti. Un momento che appare difficile per numerosi settori, dalle banche alle auto.

Circa 320 posti di lavoro sono stati tagliati per dare maggiore autonomia finanziaria all’azienda, che sta anche tentando, oltre a ridurre i costi, di raccogliere fondi aggiuntivi con un nuovo round di finanziamento.

Ma non è abbastanza. Gorillas si vede costretta a ritirarsi da diversi mercati: Spagna, Danimarca, Belgio e ora anche Italia. Qui dava lavoro a 540 persone, di cui 75 contratti a tempo indeterminato, compresi due manager, per i quali è scattata la procedura per il licenziamento collettivo.

L’azienda fa sapere di aver valutato e di stare “tuttora valutando attentamente” diverse alternative “come la cessione d’azienda o l’ingresso di nuovi investitori. Tuttavia ad oggi nessuna trattativa si è conclusa positivamente e non esistono al momento negoziazioni a un livello di concretezza tale da far ipotizzare un buon esito”. Di qui la decisione di “avviare un graduale processo di chiusura dell’attività in Italia”.