Cassa integrazione, Piemonte approva CIG per “atipici”: i destinatari

La Regione stanzia 10 milioni di euro per i lavoratori che non hanno ricevuto la CIG

Aziende in crisi e lavoratori rimasti senza lavoro: sono questi i problemi che l’emergenza Covid ha lasciato in eredità allo Stato italiano. Risolte in parte le questioni relative ai ritardi e ai malfunzionamenti della macchina burocratica, ci sono però altre criticità che le istituzioni non possono ignorare. Tra queste, per esempio, la condizione di precarietà dei cosiddetti lavoratori “atipici”, ovvero quelli non coperti dagli ammortizzatori sociali. A loro, dopo le proteste, ha pensato la Regione Piemonte, stanziando 10 milioni di euro per un intervento che riconoscerà anche a queste categorie gli aiuti della cassa integrazione.

CIG Regione Piemonte, chi sono i lavoratori atipici

L’intervento promosso dalla Regione Piemonte, ovviamente, non ha portata nazionale. La CIG per atipici, infatti, è destinata ai soli lavoratori del territorio piemontese e ha come obiettivo quello di garantire sostegno economico a tutti coloro i quali non hanno potuto godere delle tutele previste dagli ammortizzatori sociali.

I destinatari di questo tipo speciale di cassa integrazione, come accennato sopra, sono i lavoratori atipici. Rientrano in questa categoria tutti quelli che non possono essere definiti né lavoratori autonomi né lavoratori dipendenti. Si tratta per lo più di lavori flessibili, spesso con impieghi non costanti e discontinui, che – anche per questo motivo – non possono contare sulle garanzie del sistema previdenziale.

Sono lavori atipici, ad esempio, il lavoro in somministrazione tramite agenzia (ex lavoro interinale), i co.co.co. e ogni rapporto di collaborazione, ma anche l’ associazione in partecipazione, il lavoro accessorio e il lavoro a chiamata.

CIG per “atipici”: la decisione del Piemonte

Dopo aver erogato la cassa integrazione in deroga, il Piemonte ha deciso di intervenire con un sostegno a favore dei lavoratori colpiti dall’emergenza Covid ed esclusi dal ricordo ai “classici” ammortizzatori sociali.

I lavoratori atipici, come abbiamo visto, non hanno partita Iva, non hanno un contratto e, potendosi considerare precari per definizione, con il blocco delle attività e il conseguente lockdown hanno dovuto rinunciare alla propria fonte di reddito. Per questo motivo, dopo un confronto con la ministra Catalfo, l’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, ha annunciato che parte delle risorse del piano “Riparti Piemonte” saranno destinate all’estensione della cassa integrazione a questi soggetti.

Tra i lavoratori in difficoltà che potranno godere della CIG atipici rientrano anche tirocinanti, stagisti e tutto il personale delle cooperative (comprese quelli operanti negli istituti scolastici e negli aeroporti fermi da febbraio).

I fondi stanziati, come già detto, sono 10 milioni di euro ma, non conoscendo ancora con esattezza il numero di persone che presenteranno domanda per la CIG atipici, resta di fatto l’incognita delle risorse. Basteranno?

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