Caro bollette, lavoratori in piazza: a rischio centinaia di posti

I lavoratori del settore, stritolati dal rincaro senza freni del costo dell’energia elettrica, sono scesi in piazza per chiedere aiuto al nuovo governo

Lo slogan di colore blu su sfondo bianco svetta sopra la testa dei manifestanti sin dalle prime ore dell’alba, quando in piazza Santa Maria Novella (nel cuore del centro storico di Firenze) sono ancora pochi i lavoratori che hanno raggiunto gli organizzatori della protesta. A quell’ora infatti molti di loro, in virtù della professione che esercitano, sono alle prese con farina e uova, forni e ceste, gli attrezzi tipici di chi produce pane, focaccia, pizza e brioche da distribuire nei bar e nei negozi durante la primissima parte della mattinata.

Nel corso della giornata però si moltiplicano le persone che vogliono fare sentire la propria voce. Si devono spostare, perché l’appuntamento è in piazza dei Ciompi, non lontano dal Duomo. Sono tutti scesi in strada per denunciare una situazione divenuta ormai insostenibile a causa dei continui rincari del costo dell’elettricità, aumenti che hanno fatto schizzare alle stelle la spesa per pagare le bollette. I protagonisti della contestazione che dai social si trasferisce nelle piazze sono i fornai e i titolari di panifici, una delle categorie più colpite dalla crisi energetica che negli ultimi mesi ha visto il proprio apice non solo l’Italia, ma tutto l’Occidente.

Prezzo dell’elettricità alle stelle, le bollette rischiano di mettere in ginocchio un intero comparto

Firenze è una delle poche città in cui il centrosinistra ha tenuto alle elezioni politiche del 25 settembre scorso. Qui, ad esempio, nelle fila del Partito Democratico è stata eletta Ilaria Cucchi, risultata la più votata nel collegio uninominale del Senato. Stessa cosa non si può dire a livello regionale, dove Fratelli d’Italia è risultato il primo partito con il 29,5% delle preferenze. E infatti, molti di coloro (alla fine saranno diverse centinaia) che giovedì 27 ottobre hanno invaso i quartieri più chic di Firenze si rivolgono direttamente alla nuova presidente del Consiglio, che solo poche ore prima aveva incassato la fiducia in Parlamento per il suo governo.

Giorgia Meloni faccia qualcosa subito, oppure qua andiamo tutti a gambe all’aria”. La stanchezza di chi ogni notte, mentre tutti dormono, si alza dopo poche ore di sonno per garantire pane e derivati a tutti i cittadini si unisce ad un sentimento di sconforto e frustrazione per la mancanza di una prospettiva migliore, almeno nel breve periodo. “Le bollette di luglio e agosto, arrivate da alcune settimane, sono pari a quelle di tutti i dodici mesi precedenti messi assieme. Molti di noi non riescono a pagarle. Il timore è che tra circa un mese, quando arriveranno quelle di settembre e ottobre, diversi tra di noi decidano di chiudere il proprio forno per l’impossibilità di saldare quanto dovuto” denuncia uno dei leader della protesta.

La protesta di panettieri e fornai: centinaia di lavoratori a rischio per il caro bollette

In piazza per tutta la giornata non ci sono solo decine di rappresentanti di una categoria allo stremo. A dargli manforte è arrivato da Roma anche il presidente nazionale del settore Antonio Tassone. Con lui Nicola Giuntini, presidente regionale di Assipan (l’associazione di categoria che si occupa della tutela degli operatori del comparto), e i vertici locali di Confcommercio Toscana, ossia Aldo Cursano (presidente) e Franco Marini (direttore generale). Anche il loro appello è diretto alle istituzioni, in particolare al governatore della regione Eugenio Giani.

In Toscana sono oltre 130 i forni attivi in tutto il territorio che si dichiarano a rischio chiusura se non verranno presi provvedimenti urgenti. Calmierare il prezzo del grano (schizzato a causa dell’inflazione galoppante) pare un’impresa ardua da compiere in pochi giorni: così la speranza è quella che il nuovo esecutivo trovi altri fondi da destinare ai lavoratori autonomi e alle partite Iva. Sono in molti a sperare che qualcosa cambi e alla svelta: ad oggi, gli addetti a rischio nel settore della panetteria vengono stimati in oltre 520 persone.