Campari, l’addio è vicino: un altro passo verso l’Olanda

Lagfin, azionista di maggioranza, ha acquistato 30 milioni di azioni del gruppo ed è vicino al trasferimento della sede legale

Lagfin, la finanziaria della famiglia Garavaglia azionista di maggioranza di Campari, ha acquistato 30 milioni di azioni del gruppo su cui era stato esercitato il diritto di recesso in seguito al trasferimento della sede legale in Olanda, a fronte del quale era stato esercitato il diritto di recesso per 46 milioni di azioni.

La volontà dello spostamento nei Paesi Bassi, annunciato prima del lockdown e approvato dall’assemblea degli azionisti a fine marzo, avrebbe trovato le resistenze di alcuni investitori a tal punto da mettere in dubbio il successo dell’operazione (proprio per il calo del titolo a causa dell’emergenza coronavirus). Le loro quote sono state così acquistate dall’investitore di maggioranza, che dovrebbe rilevare altre 1,7 milioni di azioni.

L’operazione era già stata annunciata venerdì scorso e, nell’ambito della proposta di ridomiciliazione della sede legale, Lagfin aveva espresso l’intenzione di acquistare fino a un massimo di 38 milioni di azioni recedute (circa il 3,2% del capitale sociale di Campari) ad un prezzo di 8 euro ciascuna.

Attraverso un comunicato stampa, Lagfin ha dichiarato di aspettarsi che “il trasferimento di Campari nei Paesi Bassi possa essere completato“. Venerdì 26 giugno si terrà l’assemblea straordinaria del gruppo. L’operazione di Lagfin ha fatto crescere dell’1,1% le azioni di Campari.

Cosa cambia per i lavoratori (e per le casse dello Stato)

Al momento, però, il cambio della sede legale non dovrebbe avere ripercussioni né dal punto di vista dei lavoratori né da quello fiscale. Nei mesi scorsi, infatti, lo stesso Luca Garavoglia ha precisato al Corriere della Sera che “non ci sarà alcuna conseguenza su stabilimenti, organizzazione e gestione dell’attività in Italia. Non è contemplato alcun trasferimento di asset, top manager o lavoratori del gruppo. I rapporti con i dipendenti resteranno regolati dalla legge italiana”.

Anche l’headquarter rimarrà a Sesto San Giovanni, sede storica della società che nel 2020 ha compiuto 160 anni. Il trasferimento in Olanda sarebbe stato dettato dalle opportunità di crescita date da un ordinamento giuridico più favorevole. Campari, quindi, dovrebbe continuare a pagare le tasse in Italia.

Campari acquista il 49% di Tannico

Un mese caldo, quello di giugno, per Campari. Circa due settimane fa, infatti il gruppo aveva siglato un accordo con tutti gli azionisti, inclusi i principali, per acquisire una partecipazione pari al 49% di Tannico.

La struttura dell’operazione – si legge in una nota – “prevede che Campari Group rilevi a fermo il 39% del capitale di Tannico e sottoscriva simultaneamente un aumento di capitale riservato per raggiungere una partecipazione complessiva del 49%”.

In base all’accordo di investimento, Campari Group avrà la possibilità di incrementare la partecipazione al 100% a partire dal 2025, in base a determinate condizioni. Il perfezionamento della transazione è previsto entro la fine di luglio 2020.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Campari, l’addio è vicino: un altro passo verso l’Olanda