Busta paga: come funzionano gli scatti di anzianità

Si tratta di una sorta di premio del datore di lavoro per la fedeltà e la permanenza dimostrate dai dipendenti

Ogni azienda mira ad avere dei dipendenti di cui si può fidare e su cui poter contare, che abbiano anche l’esperienza giusta per fornire una collaborazione di qualità e che conoscano l’azienda.

Per questo motivo sono fondamentali alcuni strumenti che le società adottano per fidelizzare il proprio personale ed evitare che vada a cercarsi lavoro altrove, per far sentire ogni collaboratore utile nell’impresa. È il modo per far sentire ogni lavoratore a suo agio nell’ambiente, in modo che la sua attività sia più produttiva, in modo da essere un vero valore aggiunto per l’azienda. Gli scatti di anzianità sono una delle strategie messe in atto per incoraggiare i dipendenti, che restano a lungo nella società e che mostrano di esserci affezionati.

Lo scatto di anzianità è una voce dello stipendio che si può vedere in busta paga e che non è prevista dalla legge, bensì dai contratti collettivi nazionali di lavoro, le regole infatti cambiano a seconda della tipologia di contratto e settore. Questo significa che, al passare di un certo periodo di tempo alle dipendenze di un datore, il lavoratore riceve un aumento.

Analizzandoli nello specifico, si aggiungono alle altre voci fisse in busta paga che compongono il totale della retribuzione mensile del dipendente, un diritto che matura ogni volta che il lavoratore raggiunge una determinata anzianità di servizio presso la stessa azienda. Come abbiamo già accennato, i contratti collettivi nazionali prevedono questa voce per premiare chi, negli anni, mostra interesse a rimanere legato al suo posto di lavoro e che quindi vede aumentare il suo livello di esperienza e di conoscenza di ogni dinamica aziendale.

Se si vogliono sapere il valore economico, le modalità di erogazione, il tempo necessario e qualsiasi altra informazione legata agli scatti di anzianità, è possibile consultare il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato a quello specifico rapporto. Sono stati introdotti dalle associazioni delle imprese e dai sindacati, per dare una risposta sia all’esigenza dei lavoratori di vedersi aumentare lo stipendio al crescere della propria esperienza professionale, sia alle imprese che hanno trovato il modo di premiare i propri dipendenti, la loro fedeltà e permanenza in azienda per un determinato periodo di tempo.

L’importo degli scatti di anzianità non è fisso e uguale per tutti, ma varia a seconda del livello di inquadramento del lavoratore e anche in base alla sua qualifica. Anche il lasso di tempo necessario a passare da uno scatto all’altro cambia, ma a seconda del contratto collettivo a cui ci si riferisce. Solitamente decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compiono i due o tre anni di anzianità. In ogni caso, le aziende sono tenute a consultare il contratto collettivo nazionale per applicare la disciplina esatta sugli scatti di anzianità.

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