Buoni spesa e benzina, raddoppiano i limiti: gli importi 2021

Con l'emendamento al dl Sostegni viene raddoppiato il limite di 256,23 euro anche per l’anno 2021

Con la legge di conversione del decreto Sostegni (decreto legge n. 41/2021) è stato presentato un emendamento al testo, già votato al Senato e ora in discussione alla Camera, che dispone il raddoppio del limite dei 256,23 euro per l’anno 2021 dei buoni spesa e dei buoni benzina da parte delle aziende ai lavoratori.

Buoni spesa e benzina 2021, raddoppiano i limiti con il decreto Sostegni: i nuovi importi

Come si legge nel testo del decreto, il limite massimo di utilizzo del welfare sarà elevato a 516,46 euro nel 2021. Una cifra quindi che raddoppia rispetto ai 256,23 euro previsti dal legislatore.

L’emendamento va ad intervenire nei confronti dell’art. 122 del decreto in conversione, rubricato appunto “Raddoppio limite welfare aziendale anno 2020-2021”. Nello specifico, l’articolo in questione prevede che:

“Limitatamente al periodo d’imposta 2020 e 2021, l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, elevato ad euro 516,46.

Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 12,2 milioni di euro per l’anno 2020 e in 1,1 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede ai sensi dell’articolo 114”.

Buoni spesa e benzina: cosa succede se al dipendente vengono corrisposti importi maggiori

Nel caso in cui l’azienda eroghi al lavoratore una somma eccedente i limiti sopra indicati, come riporta l’art. 51 comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), la stessa concorrerebbe a formare reddito imponibile.

Nello specifico, riporta il TUIR: “Il valore normale dei generi in natura prodotti dall’azienda e ceduti ai dipendenti è determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista”, mentre non concorre a formare reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente l’importo degli stessi non è superiore a quello fissato dal legislatore, ovvero 256,23 euro (e quindi può considerarsi esentasse).

Nel periodo di imposta 2020/2021, come già accennato sopra, il limite massimo di cui tenere conto però raddoppia, aumentando a 516,46 euro. Solo superata tale soglia i buoni spesa o benzina concorreranno interamente a formare il reddito (non si terrà quindi solo della somma eccedente ma di tutto il loro valore).

Va ricordato, a tal proposito, che “il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono” (art. 51, comma 1, TUIR).

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