Bonus lavoro, assunzioni e imprese: tutte le agevolazioni 2022 approvate

Tutte le agevolazioni, gli sgravi e i bonus che possono essere richiesti da chi ha intenzione di assumere nel 2022

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Federica Petrucci

Consulente del lavoro, redattore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Con l’approvazione definitiva della legge di bilancio 2022, in Manovra sono stati confermati tutta una serie di sgravi e bonus da destinare al mondo del lavoro. Si tratta di agevolazioni che possono essere richieste da datori di lavoro e imprese per l’assunzione di nuovo personale, volte quindi a favorire l’occupazione, specie nei settori dove i numeri sono ancora scoraggianti.

Vediamo, nello specifico, tutte le misure approvate nel 2022 dal Governo.

Ammortizzatori sociali e politiche attive: tutti gli interventi a favore del lavoro nel 2022

La manovra di bilancio, per il 2022, contiene riforme strutturali e misure rilevanti per il lavoro e le politiche sociali.

Dagli ammortizzatori sociali alla gestione delle crisi aziendali, numerosi sono anche gli interventi di rilancio che hanno in programma:

  • una vera e propria stretta su tirocini e apprendistato (qui vi abbiamo già parlato di come cambieranno gli stage extracurriculari), per far sì che non siano più uno strumento per sfruttare giovane forza lavoro;
  • interventi di riforma della sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • aiuti concreti a favore di giovani e donne;
  • il contrasto alla delocalizzazione e nuove misure per la non autosufficienza.

Ma come si traduce, tutto questo, nella pratica? Per intervenire sulle disparità di trattamento e i gap ancora presenti, il ministero del Lavoro ha fatto sapere che l’obiettivo è quello di “accrescere il grado di equità generale del sistema, realizzando una universalizzazione e razionalizzazione degli ammortizzatori sociali, indispensabile per fronteggiare le trasformazione, governare le instabilità del mercato del lavoro e supportare le transizioni occupazionali”. In sostanza, è importante che non ci siano più lavoratori esclusi dal sistema di protezione sociale, migliorando le prestazioni a favore dell’inclusività, ma anche dell’occupazione.

Bonus assunzioni under 36 e sgravi contributi del 100%

Vi abbiamo già in un precedente articolo, delle novità relative a CIGS, NASPI e aiuti chiesti da aziende e imprenditori in costanza di lavoro. Ora ci concentreremo sui nuovi bonus aiuti approvati con la legge di bilancio per chi – invece – nel 2022 il lavoro lo cerca o lo offre.

Per esempio, è stato confermato il bonus assunzioni under 36: l’esonero contributivo destinato ai datori di lavoro che, nel 2022, si occupano di stabilizzare giovani under 36 con un contratto a tempo indeterminato. Lo stesso spetta anche, a prescindere da limiti di età, alle aziende per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione delle crisi aziendali presso la struttura per la crisi d’impresa. L’esonero consiste nell’azzeramento (sgravio del 100%) dei contributi per 36 mesi (3 anni), entro un limite di 6mila euro annui.

Lo stesso “sconto” fiscale verrà riconosciuto alle PMI che nel 2022 assumono con contratto di apprendistato di primo livello (per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore). Rientrano in questa categoria le aziende che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti ai lavori pari o inferiore a nove, che potranno assumere nuovo personale godendo di uno sgravio contributivo pari al 100 per cento della contribuzione dovuta.

Infine, per garantire continuità produttiva e livelli occupazioni delle imprese: i lavoratori che da gennaio 2022 costituiscano società cooperative (c.d. operazione di workers buyout) sono esonerati dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro nel limite massimo di 6 mila euro.

Sostegni all’occupazione femminile e giovanile

Ampio spazio in manovra è stato riservato anche alle politiche di riqualificazione, con un occhio di riguardo per i giovani (under 29 anni e Neet) e le donne, tra le categorie più colpite dalla crisi occupazionale.

Per questo motivo, sono state assegnate specifiche risorse ai Centri per l’impiego per attività connesse all’attuazione delle politiche attive del lavoro in favore dei giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni, non occupati né inseriti in un percorso di studio o formazione (ovvero i Neet). Inoltre, è stato incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per il sostegno della parità salariale di genere ampliandone le finalità di impiego e prevedendo, inoltre, che sia destinato al sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche attraverso la definizione di procedure incentivanti le imprese che assicurino la parità di genere.

Il Fondo consentirà di finanziare i meccanismi premiali a favore delle imprese, anche quelle con meno di 50 addetti, previsti dalla legge sulla parità salariale (L n. 162 del 2021) che ha introdotto la certificazione della parità di genere.

Infine, è stato istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo per le attività di formazione propedeutiche all’ottenimento della certificazione di parità di genere’, con una dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2022.

Indennità di maternità: come cambia il sostegno nel 2022

L’Esecutivo si è concentrato anche sulle madri lavoratrici, prevedendo:

  • un sostegno alla maternità in favore delle lavoratrici autonome e in collaborazione coordinata e continuativa, commercianti, artigiane ed imprenditrici agricole, incrementato di 3 mesi, a partire dal terzo mese dopo il parto;
  • in via sperimentale, per l’anno 2022, l’esonero del versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, nella misura del 50 per cento e a decorrere dal rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità (e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del predetto rientro). Pur restando ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, probabilmente questo intervento ha come obiettivo quello di scongiurare il fenomeno delle cd. dimissioni in bianco.

Bonus assunzione donne

E a proposito di tutela di giovani e donne, occorre ricordate che la legge 178/2020, con l’obiettivo di contenere il perdurare degli effetti straordinari sull’occupazione dovuti dalla pandemia, ha stabilito l’aumento al 100% dell’esonero per le assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022 sia con l’Esonero giovani che con l’Incentivo Donne (mentre le leggi istitutive riconoscevano l’esonero dal versamento limitato al 50% dei contributi a carico del datore di lavoro).

Ma come funziona l’esonero per le assunzioni di donne lavoratrici nel 2021-2022? La legge di bilancio 2021 ha confermato che per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022 è riconosciuto un esonero contributivo del 100%, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

L’Inps, con il messaggio del 5 novembre 2021 n. 3809, ha poi informato che dall’11 novembre 2021 era  possibile presentare domanda di autorizzazione, utilizzando il modulo “92-2012” presente all’interno del Cassetto previdenziale, che fornisce ai datori di lavoro che possono accedere al beneficio le istruzioni operative e contabili relative alla fruizione dell’esonero, limitatamente alle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel 2021.

Possono fare domanda tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi quelli del settore agricolo. Restano escluse le pubbliche amministrazioni e le imprese del settore finanziario.

Bonus Sud, valido nel 2022 anche lo sgravio contributivo per le aziende del Mezzogiorno

Non è stato introdotto dalla legge di bilancio 2022 né tanto meno prorogato il cd. bonus sud, ovvero lo sgravio contributivo spettante ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate. Funziona esattamente come il bonus assunzioni under 36, ma è riconosciuto fino a 48 mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sardegna.

L’esonero in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo.

L’incentivo in esame spetta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022, di soggetti che, alla data dell’evento incentivato, non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. Il requisito anagrafico si intende rispettato qualora il lavoratore, alla data dell’assunzione, abbia un’età inferiore o uguale a trentacinque anni e 364 giorni.

Restano esclusi dal beneficio, i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico, in relazione ai quali il quadro normativo in vigore già prevede l’applicazione di aliquote previdenziali in misura ridotta rispetto a quella ordinaria.