Blocco licenziamenti, nuova proroga nel Sostegni bis: chi riguarda e fino a quando

Blocco licenziamenti, arriva la proroga con il nuovo decreto Sostegni bis: lo ha confermato Mario Draghi, al termine dell'ultimo Consiglio dei Ministri

È una novità dell’ultimo momento, ma sarà una misura che entrerà a pieno titolo tra quelle approvate col decreto Sostegni bis: sono stati estesi i termini relativi al blocco licenziamenti, fissato dal precedente dl Sostegni al 30 giugno 2021. Lo ha annunciato in conferenza stampa, il 20 maggio, il Presidente Mario Draghi, lasciando poi la parola al ministro del Lavoro Orlando, che ha enunciato condizioni, limiti e la ratio stessa dietro alla decisione presa.

“Nel decreto c’è una risposta alla preoccupazione che la ripresa ordinaria dell’attività economica possa produrre effetti collaterali sull’occupazione e ci sono una serie di strumenti che mirano a contenere questi effetti negativi – ha dichiarato ai giornalisti -. La ratio è quella di aiutare la ristrutturazione, la riorganizzazione delle imprese, salvaguardando quanto più possibile i livelli occupazionali”.

Blocco licenziamenti, chi riguarda la proroga del decreto Sostegni bis

In sostanza, ha spiegato Orlando, il blocco dei licenziamenti sarà esteso fino al 28 agosto 2021 ma solo per le imprese che – entro giugno – ricorreranno alla Cassa integrazione Covid. Si tratta di una norma che, come ha affermato lui stesso, è stata “costruita in modo repentino”, perché evidentemente pensata all’ultimo momento, ma ritenuta necessaria. Nelle bozze del decreto trapelate da aprile a oggi, infatti, non si è mai fatto cenno alla misura, tanto che molti pensavano che l’intenzione del Governo Draghi fosse quella di con confermare il blocco.

L’obiettivo, è stato detto, è “adeguare anche questo pacchetto ad alcune dinamiche che si stanno determinando e che prevede la possibilità di rendere più conveniente l’utilizzo della cassa, però legandola a un impegno a prorogare il vincolo sui licenziamenti”. Per questo motivo, ha aggiunto il ministro, “Per chi prende la cassa Covid entro il mese di giugno, ci deve essere un impegno a una proroga al 28 agosto per il licenziamento”.

Blocco licenziamenti decreto Sostegni bis, tra CIG in deroga e CIG ordinaria

Quello che prevede il decreto Sostegni bis, come abbiamo visto, è quindi una proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto 2021 per le aziende che richiedono, entro la fine giugno, la Cassa integrazione con causale Covid.

Va ricordato a tal proposito che, come stabilito dal decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (il cd. decreto Cura Italia), le Regioni e le Province autonome, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono riconoscere, trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga con causale “Covid” per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane, laddove non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro.

Non potranno licenziare nemmeno le aziende che utilizzano la Cassa integrazione ordinaria, ha poi aggiunto Orlando, le quali – a loro volta – non saranno tenute a pagare le relative addizionali.

A dettare i ritmi e gli andamenti dei prossimi interventi governativi, ha chiosato alla fine Mario Draghi, sarà sempre e comunque la situazione epidemiologica in Italia.

“Se la situazione pandemica continua a migliorare, come vediamo attualmente, mi auguro non ci sarà bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest’anno – ha affermato il Presidente del Consiglio -. Ricordiamoci che il miglior sostegno è la riapertura, questo è il più efficace, il più giusto e il più solido sostegno. Però anche in questo decreto e in ogni legge futura, lo Stato e questo governo vuole accompagnare i giovani, ma tutti, non solo i giovani, anche i meno giovani e le donne in particolare, in questi mesi che verranno. Che saranno mesi, come dicevo prima, migliori del passato sicuramente, perché stiamo pian pianino tornando alla normalità, ma saranno mesi complessi. Perché vedranno intanto la fine del blocco dei licenziamenti in molti settori industriali già alla fine di giugno. Poi vedranno anche delle mutazioni nella composizione settoriale del prodotto e nei servizi, quindi richiederanno uno Stato presente, uno Stato che aiuti in queste trasformazioni strutturali che seguiranno nei mesi prossimi e probabilmente anche negli anni a venire”.

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