Big del settore auto annuncia 550 licenziamenti: esuberi tra impiegati e dirigenti

La Marelli annuncia un piano di investimenti con centinaia di esuberi tra impiegati, quadri e indiretti entro giugno

La congiuntura economica internazionale e le difficili condizioni in cui opera il mercato dell’automotive colpiscono un’azienda storica dell’industria automobilistica italiana, la Marelli, costretta a riorganizzare il proprio organico tramite 550 esuberi entro giugno. Lo hanno comunicato ai sindacati i vertici della società, illustrando un nuovo piano di investimenti per 77 milioni di euro.

Big del settore auto annuncia 550 licenziamenti: il piano di investimenti

In videoconferenza con le sigle sindacali la Marelli ha annunciato esuberi in tutta Italia tra impiegati, quadri e diretti, 350 dei quali saranno destinatari di accordi di prepensionamento e 200 di incentivi all’esodo.

La decisione rientra all’interno del nuovo piano aziendale che ha l’obiettivo di garantire una presenza sostenibile delle attività italiane, come espresso in una nota.

L’azienda conferma, come si legge “l’impegno a individuare soluzioni sostenibili a livello economico e sociale per l’azienda e i suoi dipendenti” e spiega che “intende ricorrere esclusivamente a strumenti di tipo volontaristico, lavorando con le organizzazioni sindacali per costruire un percorso condiviso”.

Gli esuberi previsti in Italia entro giugno (qui avevamo parlato della crisi in Italia di un big dei supermercati) rientrano tra i 1.500 licenziamenti a livello globale su oltre 58 mila dipendenti in tutto il mondo dislocati in 170 sedi, della società nata nel 2019 dalla fusione tra l’ex Magneti Marelli, venduta da Fiat Chrysler, e la giapponese Calsonic.

L’obiettivo dichiarato da Marelli per il 2022, è programmare investimenti di oltre 77 milioni di euro “nonostante le condizioni avverse del mercato automotive e la riduzione dei volumi dei clienti, ulteriormente aggravate da fenomeni senza precedenti verificatisi a livello globale negli ultimi anni, quali la pandemia Covid-19, la carenza di semiconduttori e i drastici rincari dei prezzi dell’energia“.

“Oltre che alla volontà di salvaguardare la presenza in Italia – spiega ancora l’azienda – il piano risponde alla necessità di riorganizzare in maniera più efficiente e sostenibile la struttura aziendale, riducendone i costi fissi e ridefinendo gli organici delle funzioni di staff, mitigando al contempo le ricadute sociali delle scelte rese necessarie dalle condizioni di mercato”.

Big del settore auto annuncia 550 licenziamenti: la risposta dei sindacati

Di fronte alle condizioni poste l’azienda ha raccolto da parte dei sindacati la loro disponibilità ad aprire un confronto. “È evidente che l’atteggiamento impassibile del Governo sta mettendo a dura prova la tenuta di un intero settore” lamentano le sigle, in una nota congiunta di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e Aqcfrche .

“C’è bisogno urgente di avviare il tavolo sull’automotive per aprire il confronto su come affrontare la transizione tecnologica” hanno dichiarato ancora i rappresentati dei lavoratori che confermano come “piano salvaguardia Marelli”, preveda “anche una riduzione del personale entro giugno di 550 dipendenti su un totale in Italia di 7.900 occupati, circa il 12% dei 4661, tra dirigenti, quadri, impiegati e operai così detti indiretti, vale a dire non addetti alla produzione”.

Big del settore auto annuncia 550 licenziamenti: la risposta dei sindacati

Nelle stesse ore del piano annunciato da Marelli, è arrivata la dichiarazione formale da parte della direzione di Bosch di 700 esuberi entro i prossimi cinque anni, nello stabilimento di Bari dove sono occupate 1.700 persone, sul quale sono puntati i riflettori del ministro Giancarlo Giorgetti, e della quale avevamo parlato qui.

“La situazione della Bosch è monitorata in maniera costante dal Mise – scrivono dal Ministero. La struttura per le crisi d’impresa del ministero è stata già allertata e convocherà il tavolo in tempi brevi”.

“Se l’azienda dovesse confermare le direttrici di un piano che stabilisce come priorità il taglio dell’occupazione e del costo del lavoro, come Fiom-Cgil metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per la difesa dell’occupazione” hanno sottolineato in una nota congiunta, Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil e Ciro D’Alessio, segretario generale Fiom-Cgil Bari.