Anpal, licenziato il presidente Parisi: cosa succede a reddito di cittadinanza e navigator

La misura è contenuta nel Sostegni Bis. Finisce l'era del contestato presidente dell'agenzia per le politiche attive del lavoro

Dopo innumerevoli discussioni, Anpal viene commissariata. La misura è contenuta del decreto Sostegni Bis. Che quindi prevede il licenziamento di Mimmo Parisi, chiamato nel 2019 dall’allora ministro del Lavoro Luigi di Maio a presiedere l’agenzia, e autore di una gestione non universalmente celebrata. Anzi. Le critiche nei confronti del presidente si concentrarono soprattutto sulla decisione che portò all’istituzione della figura del navigator, cioè i responsabili della ricerca di nuove proposte di lavoro da sottoporre ai ricettori di reddito di cittadinanza.

Come cambia Anpal dopo il decreto Sostegni Bis e cosa significa per il presidente

Sarebbero tre i punti sui quali farebbe leva la strategia dell’attuale ministro del Lavoro Andrea Orlando per rilanciare le politiche attive del lavoro, attraverso una ridefinizione del ruolo di Anpal. Un primo passo consisterebbe nel commissariamento dell’agenzia, seguita dalla nomina di un direttore generale al posto dell’attuale presidente Mimmo Parisi, che risponderebbe direttamente al ministro in quota Pd. Quindi, per le politiche attive, verrebbe creata una divisione specifica presso il ministero del Lavoro, dove riportare le funzioni di indirizzo e coordinamento, nell’ottica di una riorganizzazione del dicastero di via Veneto.

“Decisione politica grave, non ne so niente”, ha dichiarato Parisi a La Repubblica. “Diciamolo chiaro: a Parisi non fanno toccare palla, eppure ha fatto tanto – così l’italo-americano parlando di sé in terza persona – tra una settimana usciranno numeri favolosi sul reddito di cittadinanza e sulle ricollocazioni”.

Cosa significa per navigator e reddito di cittadinanza

Ma cosa succederà concretamente al reddito di cittadinanza e ai navigator? La risposta è: nulla. O, quantomeno, non si prospetta nessun dietrofront su questa parte delle politiche attive del lavoro. Il reddito di cittadinanza resta dov’è e i navigator pure. Mario Draghi non si è espresso in merito a un’eventuale revisione (qui anzi ci sono importanti novità), una voce che pure è circolata, ma che si è rivelata essere una fake news. In realtà i rubinetti del reddito sono stati chiusi per 36mila nuclei familiari (qui le regioni che hanno ricevuto più soldi dal reddito di cittadinanza): ma non è stata una decisione dell’esecutivo di unità nazionale, bensì un effetto dei maggiori controlli.

La causa principale di decadenza (oltre il 30%) è stata la titolarità di autoveicoli o motoveicoli da parte di qualche componente del nucleo. Altre cause invece hanno riguardato dichiarazioni non conformi riguardanti il patrimonio mobiliare e i redditi da attività lavorativa.

Qualcosa invece potrebbe cambiare in meglio se la palla per la stabilizzazione dei precari passasse agli enti locali e al ministero. Ridimensionare Anpal potrebbe risolvere il conflitto con le regioni e agevolare il lavoro dei navigator grazie alla nuova sinergia.

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