Amazon giù: nel primo trimestre del 2022 -4 mld di dollari

Per la prima volta dal 2015 il colosso registra una trimestrale con segno meno. Il crollo dopo un 2021 con un utile di 33,36 miliardi. A pesare inflazione e rallentamenti nella catena di distribuzione

Per la prima volta dal 2015 Amazon chiude un trimestre in perdita. ​È successo nei primi tre mesi del 2022 quando la società ha registrato quasi 4 miliardi di dollari di segno negativo. Come mai? E qual è stato l’andamento degli utili nei diversi anni?

Un colosso mondiale dai grandi numeri

Amazon è oramai da anni una delle società più importanti a livello mondiale. A dimostrarlo sono, ad esempio, i numeri relativi ai suoi dipendenti: nel 2021 tra lavori full-time e part-time se ne stimavano in tutto il mondo 1.608.000. In Italia la stima è tra i 12.500 e i 14.000 sul finire del 2021.

Amazon per la prima volta dal 2015 perde utili

Come detto, per la prima volta dal 2015 la società di vendita al dettaglio ha subito un trimestre in perdita: il dato del 2022 è infatti in forte controtendenza rispetto ai numeri degli ultimi anni e soprattutto se messo a confronto con il forte aumento di vendite registrato con la pandemia di Covid-19.
Nel 2021 la piattaforma di vendita on-line ha segnato un utile di 33,36 miliardi di dollari, in decisa crescita rispetto al già ottimo risultato del 2020 quando si era “fermata” poco sopra i 21 miliardi di dollari. L’anno pandemico aveva comunque già portato un significativo aumento dell’utile in confronto agli 11,588 miliardi del 2019. Un dato, quest’ultimo, in linea con il 2018 ma più alto rispetto al 2015/2017 quando l’utile era salito da 596 milioni di dollari a 3 miliardi nel 2017. L’ultimo periodo “negativo” per amazon.com si era registrato nel 2014: allora l’utile era stato pari a -241 milioni di dollari. Il primo trimestre del 2022 ha rappresentato quindi un periodo decisamente particolare, con la perdita di 3,8 miliardi. Ma a cosa è dovuta questa perdita?

Le difficoltà, tra inflazione e approvvigionamenti difficili

Secondo le parole dell’Amministratore delegato di Amazon Andy Jassy, dopo la fortissima crescita del 2020 dovuta al cambio di abitudini derivato dalla pandemia, nel 2021 e nel 2022 hanno iniziato a pesare le pressioni inflazionistiche e le problematiche nella catena di approvvigionamento. In Europa, e non solo, è infatti aumentato anche il costo dell’energia, mentre le continue difficoltà provocate dal Covid-19 (vedi il caso di Shanghai dove 477 portacontainer sono fuori dalle banchine) stanno provocando dei rallentamenti sulla catena di distribuzione.

Amazon guadagna dal suo store oltre 222 miliardi di dollari

Vediamo ora quali sono i settori nei quali Amazon guadagna di più. Nel 2021, ultimo bilancio annuale disponibile, sono stati i negozi on-line a generare il valore maggiore. Dagli store on-line Amazon ha infatti guadagnato 222 miliardi di dollari. La seconda voce riguarda invece i servizi di vendita al dettaglio di terze parti, con oltre 103 miliardi di dollari, e in terza posizione gli AWS. A seguire, troviamo poi i servizi in abbonamento (31,77 miliardi), i negozi fisici (17,09) e la voce “altro” (2,18 miliardi di dollari).