Vaccinazione Covid sul luogo di lavoro, si parte

Accordo con Regione Lombardia, Associazione Nazionale Medici di Azienda e Competenti e Confapi per un protocollo d'intesa finalizzato all'estensione della campagna vaccinale anti-covid19 alle aziende manifatturiere lombarde.

Come ventilato nelle scorse settimane, un metodo per accelerare tangibilmente la campagna vaccinale in Italia potrebbe essere quello di coinvolgere le aziende delegando loro la vaccinazione dei propri dipendenti.

Vaccini Covid, ok alla somministrazione anche in azienda: l’incontro

Un primo step era stato rappresentato da un vertice tenuto la scorsa settimana fra il ministro della Salute Speranza e quello del Lavoro Orlando. Alla videoconferenza aveva preso parte anche il nuovo commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo che si occuperà di tutta la logistica nella distribuzione dei vaccini. Durante la riunione i rappresentanti del governo hanno presentato alle sigle sindacali due obiettivi: “Fare il punto sull’attuazione dei protocolli di sicurezza firmati nel marzo dello scorso anno” e verificare la “possibilità di utilizzare i presidi che esistono all’interno delle aziende, quindi i medici aziendali, per le vaccinazioni”. A questo scopo sarebbe previsto anche il coinvolgimento dell’Inail attraverso la rete dei suoi ambulatori.

Vaccini Covid: il ruolo delle imprese

Presente all’incontro oltre anche Confindustria, con il direttore generale Francesca Mariotti, la quale ha ribadito la disponibilità delle aziende a collaborare attivamente alla somministrazione delle dosi. L’associazione di imprese garantirebbe la possibilità di arrivare a una platea di 12 milioni di soggetti da coinvolgere nella campagna di vaccinazione, compresi i componenti delle famiglie dei 5,5 milioni di dipendenti nella rete di aziende.

Il via libera in Lombardia

Ora si passa alla fase operativa. A partire dalla Lombardia, la regione in assoluto più colpita dall’emergenza sanitaria. Qui il protocollo d’intesa è già pronto e approvato. Vede coinvolte, oltre alla Regione, le associazioni di categoria Confindustria, Confapi e Anma, associazione dei medici competenti. L’intento è moltiplicare i luoghi dov’è possibile ricevere la somministrazione del vaccino anti-Covid, in modo tale da accelerare i tempi dell’immunizzazione.

Il protocollo lombardo, per diventare operativo, dovrà prima passare dal vaglio della struttura commissariale incaricata della gestione dell’emergenza sanitaria. Al vertice, da poche settimane, il generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo che ha preso il posto dell’ex commissario Domenico Arcuri. Sarà Figliuolo a integrare e definire con precisione le modalità di attuazione del piano.

Anche altre Regioni stanno lavorando nella stessa direzione. Sono Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Condizioni

Perché il protocollo diventi esecutivo, vanno definite alcune modalità d’attuazione. Un primo punto riguarda le basse temperature di conservazione del siero anti-Covid, pari a -70/-80 gradi. Occorrerà poi fare in modo che ogni industria che accetti di diventare punto di vaccinazione o «fabbrica di comunità», come sono state definite, si doti di personale medico ad hoc. Non tutte le aziende hanno un medico competente, dunque andranno organizzati dei presidi sanitari nei siti di vaccinazione sul luogo di lavoro.

L’Anma, per tutelare i suoi iscritti, ha posto alcune condizioni. La prima è che l’adesione sia volontaria. La seconda è che ogni medico che si presti a eseguire le vaccinazioni nelle aziende possa farlo senza un aggravio dei costi e sia coperto da un’assicurazione aggiuntiva rispetto a quella che già lo tutela dai rischi della sua attività.

Confindustria

“Apriamo le porte delle aziende alla campagna vaccinale. Questo protocollo è la nostra risposta operativa per contribuire concretamente nella campagna vaccinale in Lombardia, nella consapevolezza che ogni modello organizzativo è condizionato da molteplici fattori, tra cui la disponibilità di vaccino e la logistica necessaria”. Questo il commento di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, relativo all’accordo.

“L’attuazione operativa del protocollo – continua Marco Bonometti – è espressione della volontà di ripartire della Lombardia, mettendosi alle spalle il triste capitolo della pandemia. Il mondo industriale vuole dare una risposta concreta alla necessità di vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile. Solo il vaccino potrà permetterci di contenere l’espansione del contagio e tornare di conseguenza ad una vita normale”.
“A fronte di questo impegno – ha concluso – Confindustria Lombardia ha individuato la disponibilità di molte aziende associate nel mettere a disposizione dei medici competenti i propri locali aziendali per effettuare in totale sicurezza le vaccinazioni a tutti quei lavoratori che ne dovessero fare richiesta”.

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