Unilever, la multinazionale lascia l’Italia e 76 dipendenti senza lavoro

L’azienda produttrice del dado Knorr annuncia nuovi tagli al personale per lo stabilimento di Sanguinetto

Lo stabilimento della Unilever di Sanguinetto ha annunciato 76 licenziamenti: programmato per domani l’incontro con i sindacati.

Il sindaco del comune veronese, Daniele Fraccaroli, ha dichiarato la sua vicinanza ai cittadini e, in particolar modo, ai 76 lavoratori che, come da annuncio della multinazionale, già da domani si ritroveranno a essere disoccupati. L’azienda britannico-olandese, proprietaria del marchio Knorr, ha infatti deciso di trasferire gran parte della produzione in Portogallo, probabilmente ingolosita dal minor costo del lavoro e da un regime fiscale più mite rispetto a quello italiano.

La fabbrica rimarrà aperta a regime ridotto con gli 84 dipendenti ancora rimasti, ma lo stesso Primo cittadino si è dichiarato “molto preoccupato per la possibile chiusura dello stabilimento produttore del dado Knorr.

Gli stessi sindacati Cisl, Cgil e Uil ne hanno sottolineato il ruolo chiave per l’economia del comune palesando la propria avversione alla nuova politica industriale che avrebbe deciso “senza alcun preavviso” di spostare la produzione altrove. D’altra parte l’impresa si è difesa smentendo che vi sarà una chiusura totale dello stabilimento: “La razionalizzazione riguarda esclusivamente l’area dello stabilimento relativa ai dadi da brodo tradizionali e non le altre produzioni alimentari, e si spiega con una continua diminuzione della richiesta di mercato di questo tipo di prodotti”.

I manager dell’impresa hanno ritenuto che tale intervento fosse necessario a garantire la sostenibilità futura dello stabilimento, ma hanno anche garantito che Unilever si impegnerà a collaborare con le organizzazioni sindacali per ricercare la migliore soluzione per poter ridurre al minimo l’impatto sociale.

La stessa parlamentare Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del PD, è intervenuta sulla questione riferendosi ai licenziamenti che in passato avevano già interessato la ditta: “Con Unilever ci troviamo davanti alla cronaca di una morte annunciata, davanti alla quale il governo non ha fatto nulla. I 76 licenziamenti e il mancato rinnovo del contratto nello stabilimento di Sanguinetto fanno seguito alle 28 uscite dello scorso anno, per le quali avevo già sollecitato il governo affinché intervenisse in una grave crisi aziendale e occupazionale del territorio veronese. Ma nulla è stato fatto”.

L’esponente del Partito Democratico ha poi aggiunto: “Non si possono lasciare soli i lavoratori, perché in questo momento sono messi a repentaglio non solo la sopravvivenza economica delle famiglie, ma un intero comparto con le loro professionalità”.

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