Ue, sos povertà: 1 cittadino su 4 è a rischio

Povertà dei bambini prossima al 27%

(Teleborsa) Povertà. Una parola che nel 2017 fa ancora tanta (troppa) paura e continua a spaventare.
Si stima, ad esempio, che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale. Ovvero, secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020, si trova almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. Lo rende noto l’Istat nell’analisi ‘Condizioni di vita e reddito’, con dati riferiti al 2015.

L’area più colpita, neanche a dirlo, il Sud e le famiglie “numerose”, quelle cioè con cinque o più componenti. E spesso, le due realtà coincidono.

Ma si sa, mala tempora currunt, per dirla con un’espressione latina nota ai più, specie in tempi di difficoltà e crisi. E allora, non va meglio neppure in Europa dove 1 cittadino su 4 è, appunto, a rischio povertà, o esclusione sociale, e la povertà lavorativa – il livello salariale estremamente basso – riguarda all’incirca il 10% della popolazione occupata.

EUROPA CHIAMATA A DARE RISPOSTE – “L’Europa deve rispondere alla richieste di quanti sono rimasti indietro, altrimenti non si potrà parlare di ripresa e ritorno alla normalità”.
La direzione la indica, in maniera chiara, la Commissione europea con la conferenza ‘Il pilastro europeo dei diritti sociali’, dedicata appunto alla promozione delle politiche sociali.

BAMBINI A RISCHIO, FUTURO A RISCHIO – Presente a rischio. Ma quel che preoccupa di più è il futuro. I bambini, si sa, sono il patrimonio più prezioso per l’umanità perchè dalla loro condizione e dal loro livello di benessere passa il futuro. A far tremare, perciò, è il dato che li riguarda: la povertà dei bambini, prossima al 27%, è motivo di “particolare preoccupazione”.

CAMBIO DI MARCIA NECESSARIOMarianne Thyssen, commissario europeo per l’Occupazione e gli affari sociali, corre ai ripari e promette perciò un cambio di marcia quanto mai necessario. “C’è la necessità di cambiare attraverso un pilastro sociale europeo che risponda a quattro sfide: migliori opportunità di vita per i giovani, buon equilibrio tra vita e lavoro, sfruttare le qualità professionali di tutti, e non lasciare nessuno indietro”.

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