Il tribunale respinge la richiesta di contratto a tempo indeterminato di un rider

Rigettata la richiesta di un contratto a tempo indeterminato a un rider: ecco cosa è accaduto

Effettuano le consegne a domicilio per società di food delivery come Deliveroo e Foodora: sono i rider, ovvero i lavoratori della gig economy che sta prendendo sempre più piede sul mercato italiano.

Spesso sono molto giovani, se ne contano circa 10.000 e vengono pagati circa 12,5/12,8 € lordi all’ora. I rider sono fattorini e svolgono questa mansione per alcuni mesi, magari per arrotondare.

E il protagonista di una vicenda giudiziaria è proprio un rider, che chiedeva all’azienda per la quale aveva lavorato, di ricevere un riconoscimento come lavoratore subordinato a tempo indeterminato. La società in questione è Foodinho di proprietà della Glovo e specializzata nelle consegne a domicilio. La richiesta però è stata respinta dal giudice di lavoro di Milano, Giulia Dossi, in quanto l’uomo non era un dipendente subordinato e per questo l’azienda non era tenuta ad assolvere a questa richiesta. Francesco Tanca, legale in rappresentanza di Glovo, si è espresso così per spiegare perché il rider non era un dipendente subordinato: “l’azienda non aveva l’obbligo di farlo lavorare così come lui aveva piena libertà di scegliere di effettuare le consegne”.

Nello specifico, il rider chiedeva un inquadramento come dipendente subordinato a tempo indeterminato, per il periodo lavorativo compreso tra il 23 settembre 2016 e il 28 marzo 2017, mesi in cui aveva prestato servizio con un contratto co.co.co, ovvero “collaborazione coordinata e continuativa”. La sua richiesta si allungava anche ai giorni successivi, ben 12, nei quali avrebbe continuato a effettuare consegne senza però la firma di un contratto, oltre a quelli successivi a un incidente sul lavoro, avvenuto in auto mentre faceva le consegne.

Non è la prima volta che un tribunale rigetta il ricorso di un rider perché non considerato un lavoratore subordinato: una situazione simile si era infatti verificata già lo scorso aprile e il rigetto era stato effettuato dal Tribunale del Lavoro di Torino.

La gig economy sta vivendo un vero e proprio boom economico in Italia e il Ministro del Lavoro Luigi di Maio, ha mostrato una particolare attenzione proprio sulla questione “rider”. A tal proposito, è emersa la volontà di dare vita al “primo contratto nazionale” per garantire tutele e diritti a questi nuovi lavoratori.

Il tribunale respinge la richiesta di contratto a tempo indeterminato ...